UN’ALTRA NAZIONE PREPARA IL REFERENDUM PER CHIEDERE AL POPOLO SE RIMANERE O USCIRE: DI CHI SI TRATTA

L’effetto domino è iniziato. La valanga inizia ad ingrossarsi. Dopo il Regno Unito e la Brexit, è il momento del secondo Paese che vuole affrancarsi dall’Europa: l’Austria, che da mesi si “scorna” con Bruxelles in primis per le questioni relative all’immigrazione. Dopo la consultazione britannica, infatti, il vicesegretario nazionale dell’Fpo, il partito nazional-liberale, mister Norbert Hofer, ha chiesto ufficialmente il referendum anche per Vienna. Si tratta della prima volta che un leader della destra populista austriaca parla esplicitamente di quella che è già stata ribattezzata Oxit, un’ipotesi sostenuta in un’intervista al quotidiano viennese Osterreich.

Ma non è tutto. Sulla stessa linea sarebbe anche il segretario nazionale dell’Fpo, Heinz Christian Strache: avrebbe cambiato linea nel giro di pochi giorni. Infatti, all’indomani della vittoria del “leave” nel Regno Unito, Strache si era limitato a complimentarsi con i britannici per la “sovranità riconquistata”, per poi pronosticare la fine della Ue se non ci sarà a “un profondo e ampio processo di rinnovamento”. Nessuna richiesta esplicita, dunque, che invece ora, almeno stando a quanto sostiene la stampa locale, potrebbe arrivare a strettissimo giro di posta.

Il punto è che i leader della destra nazional-liberale austriaca avrebberogià steso una road-map e stabilito i tempi: vorrebbero il referendum entro un anno. Hofer ha dichiarato: “Se l’Ue continua a svilupparsi in maniera distorta allora per me sarebbe giunto il momento di dire: ora si dia la parola ai cittadini austriaci“. E ancora: “L’Ue si sviluppa nella forma di una Unione centralizzatrice, anziché ritornare ai suoi valori fondamentali. Se non vengono poste entro un anno le necessarie misure, allora l’intero processo è fortemente compromesso”. E, dunque, inizierà l’iter che potrebbe portare al secondo distaccamento da Bruxelles.

Dietro l’accelerazione di Strache, che da euroscettico si sta per trasformare in “eurosecessionista“, potrebbero anche esserci ragioni elettorali. Il punto è che sulle elezioni austriache, vinte da Alexander Van der Bellen per poco meno di 31mila voti, pende un ricorso. Nel caso in cui la Corte costituzionaledi Vienna si pronunciasse a favore dell’annullamento delle consultazioni, l’Fpo di Hofer potrebbe fare leva sulla possibilità del referendum per vincere le elezioni presidenziali.

Fonte: Libero

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