Travaglio a Brunetta: ” Lo spread e i mercati, ora che non governano lui e B., non sono più le armi golpiste della Spectre”

(pressreader.com) Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano 17-5-2018 – Siccome vediamo cose che voi umani non potete nemmeno immaginare, è con sommo gaudio che annunciamo urbi et orbi l’ultima metamorfosi di Renato Brunetta. Le precedenti sono note: figlio di un venditore ambulante di gondoete a Venezia; consigliere economico di Craxi e De Michelis ai bei tempi dell’Italia da bere e da mangiare; docente associato di Economia a Tor Vergata e poi ordinario a Teramo; Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Sant’Agata nella Repubblica di San Marino; premio Nobel per l’Economia mancato per un soffio “a causa del mio amore per la politica” (parole sue, in un’indimenticabile puntata di Matrix); deputato italoforzuto e mini-stro del governo B.-3.

Ultimamente, da quando B. l’aveva messo alla porta assieme a Romani, rimpiazzando i due capigruppo con Gelmini e Bernini, si era lasciato un po’andare. Aveva smesso di tagliarsi i capelli, che ora gli cadono fluenti dal capino sulla fronte e sulle spallucce, tipo cespuglio o figlio dei fiori fuori stagione, contribuendo alla sua indubbia, vezzosa avvenenza. Ma non è questa trasformazione, pur notevole, che ci ha colpiti.

L’altroieri le astute autorità europee, non contente del decisivo contributo fornito negli ultimi anni ai partiti e ai movimenti “populisti” e “sovranisti” con le loro politiche sull’immigrazione e sul rigore finanziario, han pensato bene di muovere a testuggine all’assalto del nascente governo Salvimaio, seguite dall’intendenza detta “mercati” e “spread”. Così, proprio mentre M5S e Lega parevano a un passo dal divorzio, sono riuscite miracolosamente a ricompattarli nel comune diniego delle loro interferenze.

A quel punto ci siamo detti: vuoi vedere che quei gran geni degli eurocrati riescono pure a spingere Brunetta a entrare nel nuovo governo? Era ancora fresco, in noi, il ricordo delle sparate della piccola vedetta veneziana contro il “complotto”, il “delitto”, anzi il “golpe” ordito nel 2011 dalla Spectre europea a colpi di spread per abbattere il governo B. Il quale, “dopo aver resistito a mesi di pressioni, dovette abbandonare dinanzi alle minacce gravissime che avrebbero spazzato via il sistema economico italiano”.

Il tutto a opera di “interessi politici ed economici, i soliti poteri forti e marci, le solite forze politiche ideologicamente e intrinsecamente golpiste”, con “Napolitano condizione sine qua non dello scivolamento della valanga dello spread addosso a una maggioranza resa fragile”. Al celebre golpe, Brunetta dedicò il best-seller Berlusconi deve cadere. Cronaca di un complotto, pubblicato nel 2014 dal Giornale e impreziosito dalla prefazione di Silvio in persona.

Lì descrisse per filo e per segno l’ignobile “assalto della speculazione internazionale al debito sovrano del nostro Paese. Una vera e propria morsa da non lasciare scampo. Fatti seguiti dall’impostazione di dimissioni al presidente legittimo Berlusconi, incolpato della piega drammatica degli eventi passati sotto la categoria spread, sostituito da Monti, non eletto da nessuno”. “Dovevo essere punito – aggiunse B. – perché mi ero opposto in ogni modo alla politica di austerità che Angela Merkel e Nicolas Sarkozy volevano imporre all’Italia, al punto di volerla far commissariare dal Fmi. Non intendevo rinunciare alla nostra sovranità, per rispetto alla nostra gente e dignità nazionale. Fui costretto però, pochi giorni dopo il G20 di Cannes, dov’ero stato sottoposto a pressioni tremende, a dimettermi per non danneggiare irreparabilmente l’Italia, tenuta sotto tiro con la pistola dello spread. Un’arma costruita a freddo per consentire a potenze esterne e interne, extra democratiche, di prendere il timone della nave”.

Più che un libro, un manifesto sovranista e anti-europeista. Ora, quattro anni dopo, B. ribacia la pantofola della Merkel. E Brunetta è allarmatissimo per lo spread (peraltro a quota 150, non a 700 come ai bei tempi suoi): “Oggi il differenziale di rendimento tra i nostri Btp e i bund tedeschi è salito pericolosamente sopra la soglia 140. Pesantissime anche le perdite sul mercato azionario. La corsa alle vendite sull’Italia è stata innescata dalla pubblicazione di una bozza del contratto di governo Lega-M5S con proposte marcatamente anti-europeiste che ovviamente hanno creato panico tra le istituzioni europee e gli investitori”.

Quindi lo spread e i mercati, ora che non governano lui e B., non sono più le armi golpiste della Spectre: sono roba seria. E i commissari Ue che provano a rovesciare un governo prim’ancora che nasca non sono impiccioni: sono benemeriti. E Brunetta è con loro: “FI vigilerà attentamente su quanto sta accadendo nei mercati finanziari con il solo ed unico obiettivo di tutelare il più possibile il risparmio degli italiani.

Invita, inoltre, i leader di Lega e M5S a dichiarare ufficialmente la loro non volontà di proseguire in un programma contrario alle regole dell’Ue”. Oltre a colmarci di giubilo e a rasserenare i nostri sonni, il vigile Brunetta ci ricorda il Rascel corazziere.

“Mamma ti ricordi quando ero piccoletto/ che mi ci voleva la scaletta andando a letto/ come son cresciuto mamma mia devi vedere…/ figurati che faccio il corazziere!/ Dicon che di crescere non mi dovrò fermare/ dicono che posso ancor più alto diventare/ e perciò la sera quando c’è la ritirata…/ me danno l’acqua come all’insalata!/ Quando vo’ per la città/ tutti esclaman: “Guarda là/ di quel corazziere se ne vede la metà! / Dice il comandante che farò una gran carriera/ perché c’ho la spada, gli speroni e la panciera/ per quel piede dolce, saldo il cuor e la mano lesta…/ e c’ho sta cassarola sulla testa!/ Chi mi vede dopo un po’/dice ‘Adesso sai che fo/ questo corazziere me lo metto sul comò!’/. Se vedi un elmo che cammina solo/ salutalo e sollevalo dal suolo/ che sotto mamma mia potrai vedere/ tuo figlio divenuto corazziere!”.