Torino, falso allarme bomba. Si scatena il panico: 1000 feriti nella piazza di Juve-Real

Drammatico finale di partita in piazza San Carlo a Torino, dove migliaia di tifosi della Juve stavano assistendo all’ultimo atto della Champions League. I feriti causati dal panico per un falso allarme bomba, sono circa mille, di cui 7 gravi. Tra di loro una ragazza alle Molinette e un bimbo al Regina Margherita in prognosi riservata. Dopo essere stato visitato al Mauriziano, il piccolo che ha riportato un trauma cranico e toracico è stato così trasferito.

Stessa sorte anche per una ragazza che è sempre in prognosi riservata all’ospedale Molinette di Città della Salute.

Anche lei, come il piccolo, ha riportato un trauma toracico per lesioni da schiacciamento ed è stata trasportata al pronto soccorso in codice rosso.

Si legge su La Stampa:

La mente dice solo una cosa alle gambe, dice scappa, corri, corri, vai via. Ma non si può correre e in mezzo a quella calca, un secondo prima le persone erano appiccicate le une alle altre e improvvisamente cercano di andarsene, cercano spazio, cercano aria. Visti dall’alto sono come un’onda. Urlano, inciampano, si cadono addosso, si calpestano. Non c’è un solo spettro nella follia della notte torinese di piazza San Carlo, ce ne sono due. Uno è paura dell’attentato, con cui si deve fare i conti, che non aveva fermato la marea umana di tifosi che si sono riversati davanti ai maxischermi, ma che si rivela in tutta la sua potenza appena qualcuno urla «scappa». Appena urla «bomba».

«C’È UNA BOMBA»
«Ho sentito un’esplosione, sicuramente un botto enorme», giura qualcuno dei tifosi in piazza San Carlo. Altri si dicono certi del contrario: «Nessuno scoppio, è colpa di una transenna che è caduta, è lì che tutto comincia». Quale che sia la il motivo scatenante («La causa di fondo è il panico» dirà più tardi il prefetto «poi bisognerà accertare qual è l’origine») le persone iniziano a scappare. Si vede chiaramente l’onda che si diffonde. «Sono caduto, mi saranno passati sopra in cinquanta, non so come ho fatto a resistere».
«Urlavano “c’è una bomba, evacuate la piazza” e noi fuggivamo, c’erano persone a terra, sangue, vetri ovunque». Viene travolta la tenda della Protezione civile dove inizialmente qualcuno pensa di poter trovare un qualche riparo. L’onda arriva alla ringhiera del parcheggio interrato: che non regge, alcune persone cadono giù. E il rumore del tonfo scatena altro panico e un altro fuggi-fuggi. «Ero proprio accanto alle transenne – dice Marco, un ragazzo di Saronno – mi sono sentito sollevare verso l’alto. È stato terribile».
La piazza si svuota in pochi minuti, ma dà l’impressione di essere stata travolta da un tornado. A terra ci sono scarpe, libri, vestiti, zaini. Un ragazzo seduto su una sedia pieghevole cerca di chiamare casa piangendo. Un volontario della Protezione civile sorregge una ragazza terrorizzata. Molti urlano, cercano i parenti, gli amici. Qualcuno, tra i più anziani, ricorda lo spettro dell’Heysel.

SOCCORSI
Arrivano le ambulanze, i vigili del fuoco. La città è tutto un gridare di sirene. I feriti vengono portati negli ospedali, ma molti – almeno quelli più leggeri – ci vanno da soli, cercano di raggiungere i presidi più vicini, come il Gradenigo. La maggior parte finisce alle Molinette o al Cto. In tarda serata il Comune annuncia l’annullamento della domenica ecologica, per «non ostacolare chi deve andare dai parenti in ospedale».

SANGUE DAPPERTUTTO
«A me hanno sequestrato una bottiglia d’acqua – racconta Roberto – ma in piazza c’erano i venditori abusivi di birra. C’erano bottiglie da un litro, alla fine la piazza era un tappeto di vetri. Ho visto persone cadere e tagliarsi. C’era sangue dappertutto: un ragazzo aveva una gamba squarciata. Anche io sono caduto. mi hanno calpestato a decine».

LE PORTE CHIUSE
Molti tifosi cercano rifugio nei condomini di piazza San Carlo. Qualche portone si apre, ma qualcuno rimane chiuso. Stefano racconta la scena su Facebook. «Decine di persone hanno chiesto aiuto e sono entrate in casa. Gente ferita, i bambini, la paura, il sangue. Tanto sangue. E noi a dare acqua e caffè, a coccolare, a dire “è passato”. Ma siamo una dozzina di condomini, solo noi abbiamo aperto il portone e la porta. E dato acqua e soccorso. Ma che razza di animali siamo diventati?».

ARRESTATI DUE SCIACALLI. I carabinieri hanno comunque avuto il loro bel da fare per contrastare il fenomeno dello sciacallaggio. Due persone sono infatti state sorprese a rovistare tra le borse e gli zaini abbandonati dai tifosi in piazza San Carlo e per questo sono state arrestate.