Terremoto in Iraq e Iran, decollati i primi aiuti italiani

E’ di oltre 400 il numero ufficiale delle vittime del violento terremoto che ha colpito una vasta zona al confine tra Iran e Iraq, migliaia i feriti e almeno centomila le persone che hanno urgente bisogno di aiuto.

L’Italia – come riporta Tgcom24 – ha prontamente risposto all’emergenza, dopo la promessa via Twitter fatta dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni: è decollato l’aereo dell’Aeronautica militare con gli aiuti umanitari per le popolazioni colpite.

Sembra una barzelletta, ma purtroppo non lo è. La notizia di pochi giorni fa è che due terzi delle famiglie colpite dal terremoto un anno e mezzo fa ancora non hanno le casette a disposizione come riparo. A riportarlo è La Stampa, che sottolinea come in base ai dati pubblicati il 20 ottobre, sulle 3.699 Sae ordinate per i 51 comuni che ne hanno fatto richiesta, ne erano state consegnate ai sindaci 1.042, meno di una su tre. Se anche qualcosa è cambiato in queste tre settimane si tratta di poche decine di casette in più che non modificano il quadro generale.

Una vergogna. E cosa fa Gentiloni al posto di trovare una sistemazione ai nostri terremotati? Aiuta le vittime di Iran e Iraq. Alcuni commenti al tweet del premier fanno capire che gli italiani sono stanchi di questo atteggiamento di menefreghismo verso i più deboli da parte dei nostri politici:

“Hahahahah se li aiuti Come avete aiutato quelli italiani sono fritti”

“Già si grattano i coglioni da quelle parti”

“Vedendo i nostri terremotati passare il secondo inverno in roulotte a più di un anno dal sisma, credo che i paesi colpiti in Iran ed Iraq faranno volentieri a meno del vostro aiuto.”

“A gentilò, ma vedi d’annattene, pensa che i terremotati nostrani gli fate pagare pure tasse, figurati se quelli aspettano te per la ricostruzione e aiuti, falla finita di dire fregnacce, il 2018 è vicino e vi butteremo fuori dal parlamento, abusivi.”