Suicidio David Rossi, l’ex sindaco Piccini: “Festini hard a Siena? In città lo sanno tutti”

David Rossi non si è ucciso, ma è stato assassinato. E io, che David lo conoscevo molto bene, ne sono assolutamente convinto”. A parlare è Pierluigi Piccini, ex sindaco di Siena e già direttore aggiunto del Monte dei Paschi France.

Si legge sul Corriere:

“Pierluigi Piccini, 67 anni, ex sindaco, raffinato intellettuale e già direttore aggiunto del Monte dei Paschi France, le ha raccontate in televisione — credendo di non essere ripreso dalle telecamere — si sono trasformate da pettegolezzo noir a racconto uscito dalla bocca di un personaggio molto autorevole e attendibile. Tant’è vero che il procuratore di Siena, Salvatore Vitiello, ha interessato del caso la Procura di Genova — competente per le indagini sulle toghe senesi — per fare luce su quelle dichiarazioni-choc «di magistrati senesi coinvolti, in “festini” a base di “cocaina” che si sarebbero tenuti in due ville, una in una località tra Siena e Arezzo e l’altra in zona di mare». E proprio ieri la Procura di Genova ha aperto un fascicolo, ancora senza alcuna ipotesi di reato.”

Il Corriere ha intervistato Piccini. L’ex sindaco dice che non intende accusare nessuno ma ribadisce di aver riportato “quello che mi è stato raccontato e che tutti a Siena sanno”.

Quanto alle insinuazioni sulle feste hard, cui avrebbero partecipato persone in vista, Piccini ribadisce: “Ho solo riportato voci che mi ha raccontato qualcuno, mi sembra un avvocato romano, e anche queste circolano da tempo in città. Non sono novità, almeno per noi senesi. Lei pensi che nel 2013 durante un’assemblea del Monte dei Paschi un consigliere comunale parlò pubblicamente di personaggi orgiastici e pervertiti“.

Ma quale legame vi può essere tra i festini e la morte di Rossi? Piccini non lo dice, ma lascia intendere: “Non spetta a me indagare. Io so soltanto che, appena due giorni prima di morire, David mandò un messaggio a un alto dirigente di Monte dei Paschi avvertendolo che avrebbe raccontato tutto ai magistrati. Queste cose le sto ripetendo da anni“.

E ancora: “Era impossibile che potesse fare un gesto del genere. Per la sua cultura, per la sua voglia di vita. Aveva ferite compatibili con una colluttazione, dalla finestra è caduto in modo innaturale e il suo orologio pare sia stato gettato giù mezz’ora dopo, sette fazzoletti sporchi di sangue sono stati trovati nel suo studio senza che nessuno abbia analizzato il dna e adesso sono stati distrutti“.

Tante cose non tornano. Fino ad ora, però, i magistrati non hanno trovato prove né un mandante per avvalorare l’ipotesi dell’omicidio. (Il Giornale)