Stasi, pressing dei legali in Procura: nuovi atti nelle mani degli inquirenti

stasi

Appare dimagrito ma tutto sommato sereno Andrea Sempio mentre esce dalla villetta di famiglia (a un centinaio di metri da quella dei Poggi) sulla sua Suzuki con la madre. “Sto benissimo”, dice al Giorno, “Se dovrò nominare un avvocato lo farò. Tutto si risolverà”. Il ragazzo, 28 anni, è diverso da come sembrava nelle foto sul suo profilo Facebook, ora oscurato. La Procura lo ha iscritto nel registro degli indagati per omicidio volontario. Atto dovuto dopo l’esposto firmato da Elisabetta Ligabò, madre di Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara condannato definitivamente a 16 anni per il suo omicidio.

Nelle denuncia della mamma di Stasi c’è pure la relazione del biologo forense Pasquale Linarelloche ha riscontrato la perfetta compatibilità del profilo del cromosoma Y trovato sulle unghie del quinto dito della mano destra e del primo dito della mano sinistra di Chiara con il profilo genetico del cromosoma Y estratto da un cucchiaino e da una bottiglietta d’acqua e che dovrebbe appartenere proprio a Sempio, amico del fratello della vittima, Marco Poggi. 

Ma c’è di più. I legali di Stasi, Enrico Giarda e Giada Bocellari, hanno depositato in Procura a Pavia alcuni atti processuali al procuratore aggiunto Mario Venditti, titolare dell’inchiesta. Ora la Procura di Brescia deciderà se accettare o respingere l’istanza della difesa. Se dovesse ammetterla si terrà quindi una nuova udienza con tutte le parti processuali dove si discuterà la richiesta di un nuovo processo per Stasi.

Il giallo di Garlasco sembra non avere fine. Ma Sempio ha un alibi di ferro. Viene ascoltato per la prima volta dai carabinieri 5 giorni dopo il delitto. Dice di essere stato a Vigevano, la mattina dell’omicidio, in una libreria. E qualche tempo dopo esibisce lo scontrino del parcheggio: alle 10 e 18 ha parcheggiato la sua Daewoo bianca in piazza Sant’Ambrogio. Nei giorni 7 e 8 agosto poco prima dell’uccisione di Chiara dal cellulare di Sempio partono due telefonate verso casa Poggi. La prima di 4, la seconda di 21 secondi. Perché chiamare a casa dei Poggi se Marco è partito? Lui si giustifica così: “Ho memorizzato i numeri del mio amico uno sopra l’altro. Due volte ho chiamato casa per sbaglio. Ed una delle due volte, mi ha risposto la sorella.”

Fonte: Libero

Loading...