Russia, esplosione in metro. Per Giulietto Chiesa: “Contro Putin, è sotto due offensive”

Americo Mascarucci per Intelligonews

“Questo attentato si colloca a mio giudizio all’interno di quella rivoluzione colorata che sta esplodendo in Russia. Vedo un chiaro rapporto di causa effetto”. Ne è convinto il giornalista Giulietto Chiesa esperto della Rusiia e delle sue dinamiche interne ed internazionali che intervistato da Intelligonews commenta a caldo la notizia delle due esplosioni verificatesi a San Pietroburgo e costante finora 10 vittime.

Siamo in presenza di un atto terroristico?

“Ritengo di sì, resta soltanto da capire di quale terrorismo si tratta, perché di terrorismo ce ne è più d’uno. A Mosca si è aperta una rivoluzione colorata. Abbiamo visto cittadini pacifici scendere in piazza contro la corruzione, qualche arresto ed ecco la stampa internazionale gridare alla dittatura. Che  ci sia un rapporto di causa ed effetto fra le due cose lo ritengo logico.

Quindi terrorismo interno?

“Non è detto che i protagonisti della prima cosa, ossia la rivoluzione colorata, siano i protagonisti anche della seconda cosa, l’attacco terroristico, ma quelli che hanno fatto l’attentato di oggi non sono né ciechi,  né sordi e sanno perfettamente in che contesto hanno collocato quelle esplosioni. Non è detto che la sorgente sia la stessa ma esiste un rapporto di causa ed effetto fra le due cose per me evidente. Chi ha compiuto gli attentati, sicuramente ha fatto i miei stessi collegamenti”.

Quindi non soltanto terrorismo islamico? 

“Fino ad ora la Russia era rimasta al di fuori degli attentati, nonostante fosse impegnata contro il terrorismo islamico in Siria. Non è quindi escluso che l’attentato possa essere legato anche ad un’intensificazione dell’offensiva. Non si può escludere quindi la mano del terrorismo islamico. Può cambiare la matrice terroristica, ma il contesto è chiaro. Non a caso Putin oggi era a San Pietroburgo, quindi chiaramente l’attentato è contro Putin. Putin è sottoposto ad un’offensiva politica da parte di due centrali distinte ma con la seconda, quella terroristica, che agisce dopo che si è mossa la prima”.

Tutto quello che devi sapere sull’attentato a San Pietroburgo

di Danilo Della Valle per l’Antidiplomatico

Russia colpita al cuore.  Colpita nella città natale del Presidente Putin, quella San Pietroburgo che proprio oggi stava per ospitare un incontro tra Putin ed il Presidente della Bielorussia, Alexander Lukashenko, durante il quale i due capi di Stato avrebbero parlato del mercato comune e dell’Unione Doganale Eurasiatica. Verso le 14.40, una forte esplosione si è udita nella metropolitana di San Pietroburgo nel tratto tra le stazioni dell’Istituto di Tecnologia e “Sennaya Ploschad”.  L’esplosione, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe avvenuta mentre il treno viaggiava in galleria, quando il convoglio è uscito dal tunnel il fumo ha invaso la stazione sotterranea, accalcati sulla banchina c’erano i pendolari che hanno visto il groviglio di lamiere ed i lamenti dei feriti. Per ora si parla di 10 morti ed almeno 25 feriti, secondo le autorità cittadine, ma il bilancio potrebbe salire nelle prossime ore. Secondo i servizi speciali si sarebbe trattato di un ordigno di 200-300 grammi di polvere da sparo potenziato con l’aggiunta di schegge di ferro e chiodi, per mietere più vittime. Inoltre, secondo il quotidiano Fontanka, le forze di sicurezza avrebbero trovato un altro ordigno inesploso nei pressi di Piazza della Rivoluzione, precisamente nella stazione metro Ploshchad Vosstania. Nessuna rivendicazione è stata ancora fatta, anche se sembra chiaro si tratti di un attentato terroristico. Le autorità per ora non escludono nulla, lo stesso Presidente Putin ha dichiarato di “esser attento all’evolversi della situazione senza escludere nulla, terrorismo compreso”.

Una cosa certa è che, stando alle prime ricostruzioni della polizia, l’azione non è stata portata a compimento da un kamikaze ma da una persona che dopo aver posizionato la valigetta in treno è andato via. Molto più diretto e sicuro è stato Franz Klintsevich del Comitato del Consiglio della Federazione per la Difesa, che ha dichiarato a RiaNovosti che si tratta di una sfida lanciata dal terrorismo nei confronti della Russia che è vista come nemico numero 1 dai militanti terroristi.  Secondo Klintsevich a “questa sfida lanciataci dal terrorismo sarà data la più dura delle risposte”. D’altronde San Pietroburgo era stata già sotto i riflettori dei servizi di sicurezza russa che nell’Agosto 2016, durante una operazione anti terrorismo avevano ucciso, dopo un conflitto a fuoco, quattro militanti di una cellula islamista del Caucaso del Nord che erano pronti a compiere attentati nella ex Leningrado.

Sempre nella giornata di oggi, inoltre, un attacco jhiadista è stato portato a termine nei confronti della Russia: a Damasco infatti sono stati esplosi almeno 20 colpi di artiglieri all’indirizzo dell’ambasciata Russa in Siria, fortunatamente sembra senza causare vittime o feriti.

Il dato certo è che oggi la Russia si può considerare il nemico principale del terrorismo internazionale. Probabilmente per il suo ruolo nella difesa del governo Assad che ha dato fastidio non solo ai terroristi stessi ma anche a molti governi occidentali e medio orientali.