Roma, Raggi: “Il governo deve 20 milioni al Comune di Tari mai pagata, la Pubblica amministrazione 100”

La prima cittadina M5s ha annunciato in una conferenza stampa la nuova battaglia dell’amministrazione pentastellata che ha scovato un debito monstre nei confronti della propria azienda dei rifiuti, riferibile a cartelle non pagate da parte di istituzioni pubbliche come governo, ministeri, ospedali, Asl, ambasciate, scuole e ambasciate. Un’iniziativa simile è stata portata avanti a Torino dalla collega grillina Chiara Appendino.

«Nel lavoro di risanamento quello che recuperiamo è importante perché si trasforma in servizi. Ama ha svolto un’attività capillare di verifica dei conti, facendo emergere un credito di circa 100 milioni che Ama vanta nei confronti della pubblica amministrazione»: lo ha detto la sindaca di Roma, Virginia Raggi, parlando di una «operazione verità».

Da: ilfattoquotidiano.it

Il Comune di Roma vanta crediti per oltre 100 milioni di euro nei confronti della “pubblica amministrazione”, riferibili al pagamento della tariffa rifiuti per sedi e uffici. E Virginia Raggi è ora decisa a recuperarli tutti “per destinarli al miglioramento dei servizi per i cittadini”. Ecco la nuova battaglia dell’amministrazione pentastellata in Campidoglio, che ha scovato un debito monstre nei confronti della propria azienda dei rifiuti, riferibile a cartelle Tari non pagate da parte di istituzioni pubbliche come Governo, ministeri, ospedali, Asl, ambasciate, scuole e ambasciate. Un’iniziativa, annunciata questa mattina durante una conferenza stampa in Campidoglio, che ricorda da vicino quella portata avanti a Torino da Chiara Appendino, che ad aprile denunciò l’assenza di contributi Imu da parte del Governo centrale per ben 61 milioni di euro.

PALAZZO CHIGI DEVE 20 MILIONI AL CAMPIDOGLIO
Secondo i conti realizzati dall’ufficio Tari dell’Ama Spa – la municipalizzata che gestisce la raccolta dei rifiuti nella Capitale – solo gli uffici governativi e le loro ramificazioni hanno collezionato cartelle inevase per ben 20 milioni di euro, somma riferibili al range temporale che va dal 2010 al 2016. In particolare, secondo gli uffici capitolini, la presidenza del consiglio dei Ministri è in arretrato per 1,2 milioni di euro, mentre i ministeri più morosi sono rispettivamente il ministero dell’Interno (6 milioni) e il ministero della Difesa (3,2 milioni), su cui evidentemente pesa la presenza diffusa di commissariati di polizia e caserme dei Carabinieri. Piuttosto ingente anche il debito del ministero degli Affari Esteri (822mila euro) e ministero del Lavoro e Politiche Sociali (761mila euro). Una parte di questi importi, poi, sono scaduti da oltre 3 anni: i più rilevanti, secondo i dati forniti da Ama, riguardano il Viminale (2,6 milioni), il Mibact (528mila euro), il Mit (508mila euro) e il ministero di Grazia e Giustizia (487mila euro).

Per recuperare i crediti di Ama, «utilizzeremo lo stesso sistema che viene utilizzato per i cittadini, ovvero prima ci sarà la possibilità di una rateizzazione per evitare che vengano iscritte al ruolo, poi successivamente se non si procederà in questo senso ci si comporterà come per tutti i cittadini»: lo ha detto l’assessore all’Ambiente di Roma, Pinuccia Montanari, in occasione della conferenza sui crediti dell’Ama con la pubblica amministrazione. «Abbiamo incaricato l’Ama di fare luce sulla situazione dei crediti pregressi. Noi vogliamo fare un’operazione trasparenza: tutti devono pagare e i primi a dover dare il buon esempio devono essere le istituzioni pubbliche. È stata un’analisi fondamentale per riportare trasparenza e una gestione efficiente del sistema dei crediti, perché lo dobbiamo ai cittadini» ha spiegato l’assessore.