Rigopiano, denuncia dei pompieri: “Lasciati senza guanti da neve”

di Giuseppe De Lorenzo per il Giornale

“Eroi”, “angeli”, “l’Italia migliore”. Si sprecano, giustamente, i complimenti per i volontari dei Vigili del Fuoco, della Protezione Civile e del Soccorso alpino che in questi giorni stanno scavando sotto la valanga che ha sotterrato l’hotel di Rigopiano e le 34 persone che alloggiavano o lavoravano al suo interno.

Belle parole. Ma pochi fatti. Ora dopo ora, infatti, emerge sempre di più come il governo e lo Stato stiano chiedendo agli “angeli” ben più di ciò che gli garantiscono.

La denuncia dei Vigili del Fuoco

Andiamo con ordine. È ormai nota – come riporta Il Giornale la sospensione dell’elargizione del contributo da 80 euro al mese dedicato alle forze di sicurezza: a volerlo era stato il governo Renzi, dovrebbe essere confermato anche per il 2017 ma manca un decreto attuativo che Gentiloni si è dimenticato di firmare. È risaputo pure che, nonostante gli operatori della sicurezza stiano scavando tra mille difficoltà, ai problemi del maltempo si siano aggiunti pure i ritardi dell’organizzazione statale, che – per dirne una – per pranzo ha fornito solo mezzo panino alla Nutella e ha fatto arrivare la cena ai Vigili del Fuoco solo alle 4 di notte. Fredda.

Ecco. Ora si aggiunge anche la denuncia del sindacato autonomo dei pompieri, il Conapo. “I nostri colleghi ci hanno telefonato inferociti – ha detto Antonio Brizzi, segretario generale – perché nella nottata tra il 21 e il 22 gennaio sono stati lasciati solo 25 vigili del fuoco ad operare all’hotel Rigopiano nonostante le 24 persone ancora disperse. Come sindacato abbiamo raccolto anche le tante lamentele dei colleghi vigili del fuoco, che sono stati tenuti fermi nei comandi e scalpitano per intervenire, tra cui i nuclei Gos con speciali macchine operatrici per le macerie e i nuclei Saf attrezzati per ghiaccio e neve, richiesti solo giorni dopo”. Non solo. A scandalo si aggiunge scandalo. “Molti di quei pompieri erano all’hotel sin da giovedi 19 – continua Brizzi – e il primo giorno, esausti, alcuni hanno dovuto indossare calzature e guanti propri perché quelli in dotazione non erano adatti al gelo“.

“Minitti verifichi e prenda provvedimenti”

Il dubbio è che la decisione di impiegare pochi pompieri sia dovuta alla necessità di ridurre i costi. Se così fosse, come ipotizzato dal sindacato, i morti potrebbero gridare vendetta. In queste occasioni le ore sono fondamentali, i minuti cruciali, i secondi decisivi. Due mani in più per scavare possono essere non solo utili, ma risolutive.

“Su uno scenario del genere – spiega Brizzi – mi sarei aspettato che il ministero dell’interno inviasse almeno 200 vigili del fuoco nelle immediate adiacenze dell’hotel, per un’azione massiccia e fulminea. E invece ne hanno mandati solo 25. Quei colleghi sono degli eroi, i salvataggi sono stati possibili grazie alla loro tenacia. Ci chiediamo quale sia il motivo di tanta parsimonia di uomini e mezzi, augurandoci che non sia dovuto a risparmi di spesa perché sarebbe oltremodo aberrante”.