Renzi lancia la sua app Basta bufale, ma è il primo a raccontarle

Matteo Renzi annuncia il rilascio della sua nuova applicazione per smartphone Android e iOS. “C’è solo un modo per combattere gli spacciatori di falsità: mettersi insieme e condividere con più determinazione le nostre idee e i nostri progetti” ha scritto l’ex premier sulla sua pagina Facebook. Peccato che sia lui il primo a raccontarne, di bufale. L’ultima fake news riguarda il presunto “tesoretto” da 47 miliardi lasciato dal suo governo a beneficio dei conti pubblici italiani. Le cose, infatti, non starebbero affatto così, come racconta il sito investireoggi.

Il “tesoretto” di Renzi da 47 miliardi? Una fake news dell’ex premier

Giuseppe Timpone per “Investireoggi

Altro che aumento dell’IVA, della benzina o dello zucchero. L’ex premier Matteo Renzi, in corsa per riconquistare la poltrona di segretario del PD, non ci sta a passare per capro espiatorio della manovrina di primavera sui conti pubblici e non solo allontana da sé le accuse di avere lasciato in eredità al governo Gentiloni un “buco” da 3 miliardi nei conti pubblici, ma pochi giorni fa ha ribattuto citando l’esistenza di un “tesoretto”da 47 miliardi di euro. Roba, che se fosse vera, avremmo scoperto l’arcano, altro che sbattere la testa da tre mesi per trovare i 3,4 miliardi richiesti dalla Commissione europea. Invece, è lo stesso ex premier a chiarire poche parole dopo che i 20 miliardi di copertura necessari per evitare gli aumenti dell’IVA con le clausole di salvaguardia andranno trovati nella la lotta all’evasione fiscale.

Dunque, delle due l’una: o l’Italia avrebbe un tesoretto da quasi 3 punti di pil, di cui per sfortuna ancora nessuno conosce, oppure davvero servono 20 miliardi per evitare che l’aliquota IVA più alta salga al 25% e quella intermedia al 13% dall’anno prossimo. Se ci fossero queste famose risorse extra da 47 miliardi di cui parla Renzi, che bisogno vi sarebbe, come ammette lo stesso, di trovare ancora una ventina di miliardi? (Leggi anche: Via il bollo auto con il tesoretto che non c’è)

Il tesoretto che non c’è di Renzi

Chiediamoci, anzitutto, di cosa parli esattamente Renzi. Il tesoretto, espressione utilizzata già in passato per designare risorse rivelatesi inesistenti, non sarebbe altro che uno stanziamento spalmato da quest’anno al 2032 per sostenere gli investimenti infrastrutturali. Parliamo di 1,9 miliardi per quest’anno, di 3,15 per il prossimo, di 3,5 nel 2019, di 3 dal 2020 al 2032.

Lungi dall’essere risorse realmente aggiuntive, si tratta di soliti capitoli di spesa dedicati agli investimenti, i quali man mano che vengono realizzati presuppongono nuovi stanziamenti, altrimenti nel lungo periodo si azzererebbero, non essendo spesa corrente. E stando allo stesso Def del governo Gentiloni, la spesa in conto capitale al 2020 si ridurrà di pochissimo (circa mezzo miliardo), rispetto al 2016, in ogni caso, essendo destinata a diminuire, mentre dovrebbe aumentare di 45,5 miliardi quella corrente.

Ecco svelata la “fake news” di Renzi: il tesoretto di cui millanta è inesistente, consistendo solo in stanziamenti ordinari e tutt’altro che certi nel lungo termine e persino a discapito di altri capitoli di spesa per le infrastrutture, se è vero che stando ai dati raccolti da Unimpresa, il saldo totale degli investimenti sarebbe in calo leggero, ma pur sempre in calo, nei prossimi anni.

Che l’ex premier le stia sparando grosse lo dimostrerebbe anche una risposta a distanza, per quanto senza fare nomi, del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, secondo cui servono “coperture permanenti” per rendere credibili i tagli delle tasse, un’evidente replica al suo ex premier, che ha parlato di riduzione del carico fiscale realizzata sotto il suo governo.

Siamo in campagna elettorale, si sa. Al più tardi, voteremo tra 10 mesi, per cui non è immaginabile che sentiremo parole di verità da parte di alcun leader politico sullo stato reale in cui versino i nostri conti pubblici. La demagogia sarà predominante in tutte le proposte. Certo, sentire che un ex premier, attuale capo del partito più importante della maggioranza, nel bel mezzo di una ricerca affannata di risorse per evitare una stangata fiscale lasciata in eredità da lui stesso, non trovi di meglio che spararla grossa su un tema così importante, fa capire in quali condizioni politiche drammatiche versi l’Italia.

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