Putin blocca le contromisure dopo le sanzioni di Obama

Mossa inaspettata del presidente russo Vladimir Putin che oggi ha respinto la sfida lanciata da Barack Obama e si è astenuto da adottare contromisure alle sanzioni imposte ieri dalla Casa Bianca contro Mosca per la presunta interferenza russa nelle elezioni presidenziali dell’8 novembre.

“Non creeremo problemi ai diplomatici statunitensi. Non espelleremo nessuno. Non proibiremo alle loro famiglie, né ai loro figli di utilizzare i luoghi abituali di riposo durante le feste di Natale”, ha affermato Putin in una dichiarazione diffusa dal Cremlino. Invece di raccogliere il guanto di sfida e accettare il duello proposto da Obama, che ieri ha ordinato l’espulsione dal Paese di 35 diplomatici russi, Putin ha spiazzato tutti invitando i figli dei diplomatici americani alla tradizione festa di Capodanno al Cremlino.

Nel frattempo, le sanzioni statunitensi contro la Russia hanno evidenziato ancora una volta la profonda divisione tra l’attuale governo di Barack Obama e quello del futuro presidente, Donald Trump. “Nell’interesse del nostro Paese e della sua gente, incontrerò i leader della comunità dell’intellingece la prossima settimana, affinché mi aggiornino sui fatti di questa situazione”, è stata la prima reazione del magnate alla notizia delle sanzioni. Poco più tardi, però, lo staff di Trump ha ipotizzato che l’amministrazione di Obama abbia annunciato sanzioni con l’obiettivo di condizionare le future relazione tra il governo del presidente eletto e il presidente russo, Vladimir Putin.

LA MOSSA DI PUTIN

“Noi non ci abbasseremo al livello di una diplomazia irresponsabile” e “i prossimi passi per il ristabilimento delle relazioni russo-statunitensi li adotteremo a partire dalle politiche che proporrà l’amministrazione del presidente Donald Trump”. Il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, aveva proposto stamattina a Putin di espellere 35 diplomatici Usa in risposta alla misura adottata da Washington. “La reciprocità è la legge diplomatica nelle relazioni internazionali. Per questo proponiamo al presidente della Russia di dichiarare persone non gradite 31 funzionari dell’ambasciata Usa a Mosca e altri quattro del consolato Usa a San Pietroburgo”, aveva detto Lavrov.

Putin però, che nega da sempre che il Cremlino sia dietro ai cyber-attacchi contro gli Usa durante la campagna elettorale, ha sottolineato che la Russia “si riserva il diritto di adottare misure di risposta” giacché “tenendo in considerazione la prassi internazionale, la parte russa ha tutti i motivi per una adeguata risposta”. Nel pomeriggio sono arrivati anche gli auguri di Putin a Obama, lamentandosi del fatto che il presidente stia terminando il mandato così nei rapporti con la Russia. “Auguro buone feste anche al presidente eletto Donald Trump e a tutto il popolo nordamericano”, ha detto il leader russo, che si augura che Mosca e gli Stati Uniti saranno in grado di adottare passi reali per migliorare le relazioni dopo che il presidente eletto Donald Trump si insedierà alla Casa Bianca.

LA POSIZIONE DI TRUMP

Trump, che è rimasto dalla parte di Mosca e ha definito “ridicola” la conclusione dell’intelligence americana secondo cui la Russia lo avesse aiutato vincere le elezioni, che metterebbe in discussione la legittimità della sua vittoria, aveva più volte chiesto all’amministrazione Obama di dimostrare con prove certe le sue accuse. Nella sua reazione alle sanzioni, tuttavia, il magnate ha annunciato che si incontrerà con le agenzie di intelligence per farsi “aggiornare” sul caso. Nel pomeriggio, lo staff del presidente eletto ha ipotizzato che l’amministrazione di Obama abbia annunciato le sanzioni contro la Russia con l’obiettivo di condizionare le future relazione tra il governo del magnate e il presidente russo, Vladimir Putin.

“Anche coloro che concordano sulla maggior parte dei temi con il presidente Obama sono convinti che, in parte, abbia emesso queste sanzioni per tendere un agguato al presidente eletto Trump”, ha dichiarato uno dei consiglieri del tycoon, Kellyanne Conway, che occuperà un importante incarico di fiducia nel futuro governo repubblicano. “Se la politica fosse la causa sarebbe un grave errore”, ha aggiunto Conway.E in serata il commento dello stesso su Twitter: “Grande mossa ritardare (da parte di Vladimir Putin). Ho sempre saputo che è molto intelligente!”.

Fonte: Il Giornale

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