Poletti si scusa ma è a rischio. Ritorna l’ipotesi dimissioni

Tanti saluti al ministro del Lavoro Giuliano Poletti? La gaffe sui ragazzi all’estero potrebbe costargli carissima, seppur a scoppio ritardato. Secondo alcune indiscrezioni rilanciate da Il Giornale, a Palazzo si starebbe pensando di privarlo della poltrona di ministro: al suo posto, in pole position, ci sarebbe Tommaso Nannicini, già sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel governo Renzi, non riconfermato, e ora in prima linea nella stesura del programma economico del Pd.

La figura di Nannicini, inoltre, sarebbe gradita anche ai sindacati, che per le più importanti vertenze, da tempo, si rivolgono a lui.

Questo quanto si legge su Il Giornale:

Per ora il Pd lo blinda con le parole del capogruppo Ettore Rosato: «No», risponde secco a chi gli chiede se il ministro sia pronto a un passo indietro. E pure il vicepresidente del Pd Lorenzo Guerini esclude le dimissioni: «Assolutamente no». Tuttavia nel Palazzo si mormora che Poletti potrebbe lasciare a favore di Tommaso Nannicini, già sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel governo Renzi, non riconfermato, e ora impegnato alla stesura del programma economico del Pd. La sua figura piacerebbe anche ai sindacati che di fatto si sono sempre interfacciati con lui per le più importanti vertenze sul tavolo.

L’attuale ministro del Lavoro è in imbarazzo non solo per le sue gaffe ma anche per le politiche messe in atto durante il governo Renzi. Tanto che Poletti ammette: «In relazione alle prime evidenze registrate dal monitoraggio sui voucher il governo considera necessaria la revisione di questo strumento per riportarlo all’origine di una copertura dei lavori occasionali per portarli fuori dal lavoro nero». Una specie di mea culpa confermata pure dall’analisi dei dati: «La disoccupazione giovanile rimane a livelli preoccupanti»; salvo poi cercare di individuare un piccolo spiraglio di luce: «nel 2008, prima della crisi, i giovani disoccupati erano 400mila, 707mila nel marzo 2012, a novembre 2016 erano 627mila».