Pensioni, scandalo diritti inespressi. Fino a 300 euro in più sugli assegni

Si chiamano “Diritti inespressi” e sono nell’occhio del ciclone per la possibilità che scaturirebbe, per i pensionati italiani, di ottenere un aumento della pensione mensile.

La vicenda è stata sollevata da un articolo del 18 marzo apparso sul quotidiano “La Verità” che ha riacceso i riflettori sulla questione previsenziale che potrebbe cambiare l’importo degli assegni degli italiani.

“Una pensione su tre andrebbe alzata, ma chi ha diritto a più soldi non lo sa”, è il titolo, decisamente eloquente dell’inchiesta firmata da Alfredo Arduino sul giornale diretto da Belpietro.

“Sotto i 750 euro – si legge nell’articolo – sono previsti diritti inespressi: agevolazioni che per essere applicate devono essere richieste esplicitamente. In alcuni casi però – viene spiegato nell’articolo – l’assegno sale anche di 300 euro”.

Secondo quanto riporta il quotidiano, sarebbero 6 milioni – su 18,1 milioni di pensionati – gli italiani potenziali beneficiari del ricalcolo delle pensioni; 750 euro la soglia mensile per richiedere i diritti inespressi; 5 anni il periodo di retroattività su eventuali arretrati.

COSA SONO – I “diritti inespressi” sono la serie di agevolazioni e sgravi applicabili alle pensioni sotto i 750 euro e che, come detto, possono valere fino a 300 euro sugli assegni mensili.

Vengono definiti “inespressi” poiché, nonostante siano diritti, per essere riconosciuti vanno richiesti esplicitamente dai cittadini. In caso contrario l’assegno previdenziale rimane quello che è, nessun aumento automatico dunque.

E’ possibile però fare richiesta all’Inps e chiedere anche gli arretrati fino a 5 anni. E’ di 20 milioni di euro la cifra recuperata dal 2013 ad oggi grazie ai ricalcoli delle pensioni, su questo oggi punta i riflettori il quotidiano La Verità diretto da Maurizio Belpietro. Tutte le informazioni sui “diritti inespressi” sul sito istituzionale www.inps.it, per avviare l’iter per la richiesta collegarsi alla pagina personale “cedolino pensione e servizi collegati”.

Fonte: La Verità (ed. cartacea – 18 marzo 2017)

Da: Retenews24