Pensioni, l’allarme: “Inps rivuole indietro i soldi”

(Adnkronos) “Apprendiamo con preoccupazione, dai nostri soci, della ricezione di missive Inps, contenenti la richiesta di rimborso di somme, anche ingenti, che l’istituto di previdenza ritiene di aver erogato indebitamente ai pensionati. Fermo restando il diritto dell’Inps di rettificare, nei termini prestabiliti dalla legge, gli importi degli assegni in caso di errore, chiediamo chiarimenti sull’intervento in atto, a partire dalle motivazioni del riconteggio e dalle dimensioni della platea interessata”. La denuncia arriva dalla Fipac, la federazione dei Pensionati aderente a Confesercenti, che ha inviato per questo una lettera al Presidente dell’Inps, Tito Boeri.

“La Fipac – continua la nota – vuole conoscere se si tratta di pochi casi isolati o se piuttosto è in corso di una verifica in grande scala, che non può che creare disagio e preoccupazione. Sollecitiamo l’apertura di un tavolo con le organizzazioni di rappresentanza dei pensionati- si legge nella nota inviata a Boeri- per gestire un intervento che crea apprensione e mina le condizioni materiali di vita delle persone, anche al fine di evitare lunghe e dispendiose battaglie legali”.

“La pretesa di restituire somme erogate per errore dall’Inps è indebita, vista la sentenza della Corte Costituzionale che proprio quest’anno ha sancito l’illegittimità di richieste di rimborso in caso di assenza di dolo da parte del pensionato. Sentenza che – concludono i pensionati – auspicavamo avesse finalmente posto fine all’invio di missive del genere: aprire una lettera e scoprire di avere un debito di 5 cifre con lo Stato è uno choc per chiunque, in particolare per i più anziani, e rischia di creare un’ondata di sfiducia nei confronti del sistema previdenziale, minandone ulteriormente il rapporto con i cittadini”.

Newspedia.it riassume la vicenda degli errori nel calcolo delle pensioni che ha portato l’INPS a chiedere i soldi indietro a diversi pensionati. E c’è chi dovrà sborsare decine di migliaia di euro:

“Tagli e ricalcolo degli assegni Inps sono uno spauracchio che aleggia sempre nelle ultimissime notizie sulle pensioni.

E il titolo di oggi (22 settembre 2017) in prima pagina sul giornale di Maurizio Belpietro, La Verità, avrà procurato le palpitazioni a più di qualche pensionato:”L’Inps porta via soldi ai pensionati”.

Cosa sta succedendo? A quanto pare, migliaia di pensionati in questi giorni sono stati raggiunti da una raccomandata da parte dell’Inps. foriera di novità poco piacevoli.

L’Inps avrebbe sbagliato i conti nei calcoli di diversi trattamenti pensionistici, erogando più di quanto dovuto. E adesso l’ente presieduto da Tito Boeri rivuole tutto indietro, in certi casi anche entro 30 giorni.

Si parla di somme da restituire per intero, subito, che arrivano fino a 64.000 euro.

Secondo il quotidiano La Verità, invece di pagare bisogna sbigarsi a fare ricorso entro 90 giorni: una sentenza della Corte di Cassazione (gennaio 2017) stabilisce infatti che i pensionati non sono tenuti a restituire nulla all’Inps in questi casi, a meno che non ci sia stato dolo da parte del beneficiario.”

Il caso di Giulio: lo Stato vuole 64.000 euro indietro

Ed ecco uno dei casi più eclatanti:

“Le pensioni possono essere in ogni momento rettificate dagli enti erogatori in caso di errore di qualsiasi natura commesso in sede di attribuzione o di erogazione delle somme corrisposte, salvo che l’indebita prestazione sia dovuta a dolo dell’interessato”.

Il quotidiano riporta il caso di Giulio, pagato troppo (secondo i calcoli Inps) per 16 anni: adesso l’istituto di previdenza vuole indietro la bellezza di 64.000 euro.

In questo caso, l’Inps consente una rateizzazione, che il povero signor Giulio finirebbe di pagare alla veneranda età di 105 anni.

E non si tratta di un caso isolato, leggiamo ancora nell’articolo: a Benevento il signor Antonio, fra l’altro malato di tumore, ha ricevuto un richiesta di rimborso pari a 60.000 euro.

La sua pensione d’invalidità, secondo l’Inps, era troppo alta. Se siete fra gli sventurati ad aver ricevuto una raccomandata del genere per le vostre pensioni, il consiglio è quello di rivolgersi ai patronati o a dei legali e fare ricorso.

Valutando però se la spesa vale l’impresa, visto che difendersi dalle ingiustizie ha un suo costo non trascurabile. (Silenzi e falsità)