Pensioni: Ape volontaria, pronte le convenzioni

Si parla ancora di pensioni, uno dei temi più caldi del momento. Per quanto riguarda l’anticipo pensionistico volontario, manca davvero poco per il via libera. Manca infatti solo il placet del Garante alle convenzioni.

Pensioni: come funziona l’Ape volontaria

La misura dell’Ape volontaria, si ricorda, consente di andare in pensione anticipata, grazie a un prestito garantito che il lavoratore dovrà restituire in 20 anni.

Possono richiedere l’Ape i lavoratori che al momento della domanda hanno un’età anagrafica minima di 63 anni, hanno maturato il diritto a una pensione di vecchiaia entro tre anni e 7 mesi e siano in possesso del requisito contributivo minimo di venti anni. Inoltre la loro pensione, al momento dell’accesso alla prestazione, al netto della rata di ammortamento corrispondente all’Ape richiesta, dovrà essere pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo. Non può fare domanda per l’Ape chi ha già pensione diretta. Non è necessaria la risoluzione del rapporto di lavoro non è indispensabile per l’accesso all’anticipo finanziario a garanzia pensionistica e questo prestito-ponte, come le forme di credito al consumo, non è soggetto a tassazione.

Pensioni: Ape volontaria, costo da definire

Il regolamento per l’attuazione dell’Ape volontaria è entrato in vigore il 18 ottobre scorso (con il Dpcm n. 150/2017). A mancare all’appello sono, dunque, le firme di Abi e Ania, relative alle convenzioni per il prestito e l’assicurazione (per il rischio di premorienza), nonchè le istruzioni dell’Inps.

La convenzione ora è stata firmata ed inviata al Garante della privacy per il via libera. Il costo stabilito per il finanziamento rimborsabile in 20 anni, dovrebbe prevedere un taeg pari a 2,75% in fase di erogazione e al 2,85% in fase di ammortamento. (studiocataldi)