Paralimpiadi Rio 2016, Zanardi conquista il terzo oro per l’Italia. “L’ambizione non basta, per vincere occorre passione”

Giornata ricca di medaglie d’oro per l’Italia, e tutte conquistate nel ciclismo: Zanardi, Podestà e Mazzone i migliori del mondo nelle rispettive categorie di handbike. L’ex pilota di Formula 1 ha vinto la gara a cronometro della categoria H5, specialità in cui è anche campione del mondo in carica. Zanardi, che il 15 settembre 2001 perse entrambe le gambe in un incidente durante una gara di Formula Cart (di cui era stato campione), è fra gli atleti italiani più attesi alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro e ha concluso la prova odierna, dopo un recupero incredibile nell’ultimo giro, davanti all’australiano Stuart Tripp e allo statunitense Oscar Sanchez.

Nonostante abbia quasi 50 anni era tra i favoriti per la vittoria e alla medaglia vinta oggi potrebbe aggiungere anche quella della categoria H4.
Da quando gareggia nella handbike Zanardi ha vinto otto medaglie d’oro nei campionati mondiali; alle ultimeParalimpiadi di Londra ha vinto due ori e un argento.  “E’ stata una gara durissima, non so come ho fatto. Una faticaccia incredibile, non so cosa mi è rimasto per le prossime gare (domani ha la prova in strada, ndr), ma intanto questa è presa. Se sei spinto solo dall’ambizione ad un certo punto occorre la passione”. “E’ proprio come il vino come dice lui, migliora invecchiando. Straordinario”, commenta il presidente del comitato paralimpicoLuca Pancalli.

Qualche giorno fa, parlando delle gare in Brasile, Zanardi ha detto: “Nelle gare individuali io dico sempre che sono come il vino rosso: più sta lì e più migliora. Anche se nella realtà non è proprio così io so di poter ripetere lo stesso tipo di prestazioni che già in passato mi hanno regalato grandi soddisfazioni. È logico che gli avversari, alcuni in particolare che hanno la metà dei miei anni, sono carne che cresce, quindi non sai mai cosa ti puoi aspettare. Però, qualora dovessi fare “il mio”, ed è ciò che scientificamente so di poter fare, sarò comunque molto soddisfatto: se gli altri andranno più forti di me bisognerà davvero fargli i complimenti, perché io andrò molto forte”. “Ormai non ci sono più aggettivi per definire uno come Alex – ha aggiunto il numero uno del Comitato italiano paralimpico – Zanardi è l’esempio dell’Italia che vorremmo, che lotta, che si sacrifica, che non molla mai. Un atleta entrato nella leggenda sportiva, che, ne sono certo, continuerà ancora a farci sognare. Grazie ancora una volta, Alex, per le emozioni che ci hai regalato”.

Ancora un oro, per gli azzurri, dalle piste di Pontal. Vittorio Podestà ottiene la medaglia più pregiata nel Time Trial H3 di handbike. Con un tempo di 28:19.45 l’atleta ligure ha terminato la sua gara davanti all’austriaco Ablinger (29:26.01) e al canadeseMoreau (29:26.91). “Mancava l’oro paralimpico nel mio palmares, e oggi è arrivato ed è ancor più bello perché giunge in un anno in cui ho sofferto moltissimo a causa di un infortunio. In gara ho iniziato forte e ho spinto fin da subito. Mi ripetevo che dovevo ridurre i tempi altrimenti non ce l’avrei fatta e invece ho visto che riuscivo a tenere un ritmo forte. Son molto felice ma ancora non riesco a lasciarmi andare. Mi sono dato l’obiettivo di tre gare e insieme ad Alex e a Luca sento di avere la responsabilità della gara a squadre”.

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