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Crisi di governo, l’annuncio di Salvini al Senato: “Prima il taglio dei parlamentari e andiamo al voto”

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Cinque giorni dopo lo strappo di Matteo Salvini, la crisi di governo arriva in Parlamento. Il Senato, oggi alle 18, verrà chiamato ad esprimersi sulla calendarizzazione dei lavori che porteranno alla chiusura dell’esperienza del governo gialloverde e, in particolare, all’atteso intervento del premier Conte e al voto di sfiducia portato avanti dal Carroccio.

Si era parlato di un incontro fra Matteo Salvini e Silvio Berlusconi, ma sarebbe saltato dopo che dal vertice degli azzurri a Palazzo Grazioli è arrivato lo stop al listone con la Lega. Le reciproche aperture di Grillo e Renzi hanno però riavvicinato nelle ultime ore gli alleati del vecchio centrodestra: il ministro dell’Interno ha bisogno dei numeri di Forza Italia per accelerare la crisi e per questo sembra disposto a rispolverare la tradizionale coalizione di centrodestra, con la quale andare al voto.

Ecco la diretta della giornata, riportata da Open, con gli avvenimenti più importanti.

L’annuncio di Salvini poco fa

«Agli amici dei 5 Stelle dico: missione accettata. Tagliamo i parlamentari e andiamo al voto il giorno dopo», dice Matteo Salvini. «Chi ha paura di votare vuol dire che ha la coscienza sporca», dice Salvini riferendosi a Matteo Renzi. Scatta la bagarre in aula. «Amici dei 5 stelle, prima di allearvi con questa squadra pensateci tre volte», dice parlando del Pd.18.25 – 13 agosto

«Prima si vota prima si sterilizza l’aumento dell’Iva», dice Salvini. «In questi giorni per scelta non ho risposto alla marea di insulti, calunnie e minacce. Sono abituato e l’ho fatto con orgoglio insieme al presidente della Regione Lazio Zingaretti con le minacce dei Casamonica».18.24 – 13 agosto

«Prima si vota prima si sterilizza l’aumento dell’Iva», dice Salvini. «In questi giorni per scelta non ho risposto alla marea di insulti, calunnie e minacce. Sono abituato e l’ho fatto con orgoglio insieme al presidente della Regione Lazio Zingaretti con le minacce dei Casamonica».
«Non capisco, visto che per bocca del senatore Renzi avete già vinto, tutta questa maleducazione», esordisce Matteo Salvini di fronte alla bagarre dell’aula. L’Italia «vuole avere certezze, e cosa c’è di più democratico e trasparente e bello che dare la parola al popolo? Non capisco questa paura e questo terrore. Lo capisco da parte di Renzi: fossi in lui mi agiterei perché con i disastri che ha fatto sa che gli italiani lo manderebbero a casa. Comprensibile che sia qui col vinavil attaccato alla poltrona. Raccolgo alcune proposte. Ho sentito Di Maio più di una volta in questi giorni ribadire la proposta di votare il taglio dei parlamentari. Voteremo per anticipare il taglio dei parlamentari, settimana prossima si tagliano e poi si va subito al voto. Noi ci siamo».

Nel chiudere in suo intervento, tra le urla dei senatori e delle senatrici del Partito democratico, Matteo Salvini cita Paolo Borsellino: «Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola».18.32 – 13 agosto.

FONTE: OPEN.ONLINE

Lorenzo Fragola insulta Salvini, la replica del vicepremier

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Due parole, dirette, che non lasciano adito a dubbi. A usarle, nei confronti del vicepremier Matteo Salvini, è Lorenzo Fragola, vincitore di X Factor 2014. “Salvini merda”, scrive su Twitter il cantautore, classe 1995, di origini siciliane.

La risposta di Matteo Salvini a Fragola

“Non piaccio al signor Fragola? Amen. Mi consolerò ascoltando altra musica. P.S. Lorenzo, canta che ti passa”, replica il ministro dell’Interno. Al post di Salvini, il cantautore ha a sua volta risposto: “Tu come dj invece sei forte @matteosalvinimi #49milionidisingoli”.

Di Maio: “Salvini ha tradito gli italiani, faccia dimettere i suoi ministri”

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Di Maio chiederà le dimissioni dei ministri della Lega

«La Lega faccia dimettere tutti i suoi ministri da questo governo. I ministri della lega dovrebbero votare contro se stessi. Noi saremo al fianco di Giuseppe Conte. Ha il diritto di presentarsi alle Camere per dire quello che abbiamo fatto, quello che potevamo fare e che non faremo. Ci devono guardare negli occhi».

Come riporta Repubblica, sono queste le dichiarazioni del capo politico del M5S, Luigi Di Maio.

«Mattarella è l’unico che decide quando e se andare a votare – ha proseguito Di Maio – Già è surreale che ci debba essere crisi a Ferragosto. Ai cittadini viene scaricata addosso la preoccupazione non delle elezioni ma di una crisi che colpirà misure per loro importanti. Un governo non si insedierà prima di dicembre: salterà tutto quello che abbiamo fatto, quindi reddito, quota 100…Stiamo parlando del futuro del nostro Paese».

Lo stesso Di Maio – così come altri esponenti pentastellati- ammette poi che l’accelerazione di Salvini “ha colto tutti di sorpresa”.

Roberta Lombardi, capogruppo M5s in Regione Lazio, rilancia la linea di Beppe Grillo e invia un appello a tutte le opposizione per votare insieme la sfiducia a Matteo Salvini. Una vera e propria dichiarazione di guerra che apre uno scontro senza esclusione di colpi. “Siamo stati coerenti, ma non siamo fessi – spiega – se Salvini vuole subito il voto, deve capire che il Parlamento non è ai suoi ordini”.

La Lega Serie A lancia la campagna antipirateria #stopiracy

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Con il campionato di serie A ormai imminente, uno dei temi ricorrenti è quello legato ai diritti televisivi, per le partite che andranno a caratterizzare il calendario della stagione 2019-2020. E’ intervenuto l’amministratore delegato della Lega Serie A Luigi De Siervo , il quale ha commentato il fenomeno crescente della pirateria, definendolo un tentativo di messa a rischio per l’industria della creazione dei contenuti come il cinema, la TV, ma soprattutto il calcio. Ebbene sì, oggi il calcio è legato principalmente ai contratti per la messa in onda delle gare di campionato e di coppe internazionali; bisogna infatti pensare che solo per il calcio, la pirateria mette a rischio oltre un miliardo di euro all’anno di introiti a cui c’è da aggiungere ben 6.000 posti di lavoro a rischio.

La stagione calcistica 2019-2020 vedrà impegnati tutti nella campagna contro la pirateria

Motivo per cui, appassionati di sport e di calcio, hanno assistito al lancio della campagna denominata con l’hashtag #stopiracy, nel tentativo di combattere questa difficile battaglia, che investe non solo il sistema calcio nostrano, ma anche la FIFA, la UEFA e i maggiori campionati europei, che attraverso alcune piattaforme illegali vengono piratati tramite IPTV e simili. Sul tema è intervenuto naturalmente anche il presidente della serie A, Gaetano Micchiché il quale ha affermato che la Lega Serie A è da sempre in prima linea per affrontare la piaga della pirateria, perché solo attraverso questo lavoro sarà possibile difendere il calcio da un attacco criminale di tale portata. Crescono in effetti i decoder illegali e chi ne fa utilizzo, ma il problema è assolutamente globale e investe ogni tipo di audiovisivo, incluse le piattaforme di streaming come Infinity o Netflix. Eppure il costo di abbonamenti e di servizi per lo streaming sono diventati sempre più contenuti, nel corso degli ultimi tempi. Un danno d’immagine che ha effetti economici non solo sull’industria dello sport, ma anche sull’intera economia italiana.

La questione legata alle scommesse sportive torna d’attualità

Come se non bastasse quest’anno la Lega di Serie A avrà da risolvere anche la spinosa questione legata alle informazioni su scommesse sportive visto che è entrato ufficialmente in vigore il Decreto Dignità e che alcune questioni dovranno essere risolte in corso d’opera, visto che non ci sono ancora precedenti, come ad esempio nel caso di un trofeo internazionale, dove all’interno dello stadio siano esposti cartelloni pubblicitari legati al tema del gioco o del betting online. C’è ancora tempo per risolvere questo problema, visto che le coppe europee inizieranno la loro stagione solo nella seconda metà di settembre, mentre per il campionato di serie A e per la Coppa Italia, i tempi sono molto più stretti; di fatto la nuova stagione sportiva è già iniziata, considerando anche la portata di eventi quali la finale di Supercoppa europea, che vedrà protagoniste il Liverpool di Jurgen Klopp contro il Chelsea del nuovo tecnico Frank Lampard, subito chiamato a un impegno così delicato. Da qui in poi, la stagione 2019-2020 partirà alla grande, sia in Italia che in Europa, dove sia la Premier League, sia la Bundesliga sono già ai nastri di partenza.

Catania, Salvini contestato: manifestanti riuniti davanti al comune

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In visita a Catania, dove ha incontrato il sindaco Salvo Pogliese, Matteo Salvini è stato duramente contestato dai manifestanti in piazza del Duomo.

Continua ad essere accompagnato dalle proteste il tour estivo di Matteo Salvini, contestato questa volta a Catania, dove si è recato nel pomeriggio dell’11 agosto per incontrare il sindaco della città siciliana Salvo Pogliese. I contestatori del ministro dell’Interno di sono radunati in piazza del Duomo, proprio davanti al palazzo del Comune, scontrandosi con la Polizia ed i sostenitori di Salvini.

Salvini contestato a Catania

Al grido di “Catania non di Lega” e “Fuori i fascisti da Catania” la situazione si è resa in breve tempo molto tesa, costringendo le Forze dell’Ordine a formare un cordone di sicurezza che separasse le due opposte fazioni. Nei video reperibili in rete è possibile vedere come molte delle contestazioni siano incentrate sugli insulti ai meridionali pronunciati in passato dal leader della Lega (con la folla che grida “Fieri di essere terroni”) e sulle sue politiche di contrasto all’immigrazione.

Come accaduto anche nelle precedenti tappe del suo tour di comizi, anche in questo caso l’arrivo di Salvini è stato accompagnato dalle note di Bella Ciao, oltre che dalla caratteristica Ciuri Ciuri cantata dai manifestanti.

Da ricordare inoltre che nella precedente tappa di Soverato, un attivista era riuscito a spegnere per alcuni minuti l’impianto audio del palco da cui il ministro dell’Interno stava parlando, lasciandolo in silenzio.

Le parole del leader della Lega

Parlando della sua visita a Catania, Salvini ha dichiarato ai giornalisti presenti: “Abbiamo salvato il Comune di Catania, senza essere degli eroi. Ora gli autobus a Catania funzionano e i dipendenti sono al lavoro. io rispondo coi fatti. In democrazia è giusto contestare”. Riferendosi specificatamente ai manifestanti presenti all’esterno del palazzo comunale ha invece affermato: “Fuori c’è il popolo del no, un mix di centri sociali, estrema sinistra e pezzi di Cinque stelle. Io chiamo a raccolta il popolo del sì”.

Una volta uscito, il leader della Lega è stato oggetto di grida da parte di qualche centinaio di manifestanti che gli hanno urlato “Buffone”. Mentre si stava allontanando, la sua automobile è stata inoltre vittima di un lancio di bottiglie di plastica vuote.

Fonte: Notizie.it

Il futuro della Roma tra contestazioni plateali, chimerici cambi dirigenziali e probabili sacrifici di mercato

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Il campionato si è appena concluso e per la Roma si attende una probabile estate di passione. Una stagione arida di soddisfazioni per i giallorossi che, dopo cinque anni di fila in Champions League, scendono in Europa League e in virtù del sesto posto approdano ai preliminari della competizione. Un piazzamento finale che sa di beffa, vista l’obbligata partecipazione ai playoff estivi di Europa League che mette in bilico la partecipazione della formazione capitolina alla tournée negli USA, prevista per la seconda metà di luglio.

L’ennesimo passo falso dei giallorossi ha fatto esplodere la contestazione nei confronti di James Pallotta. Domenica scorsa il presidente è stato infatti oggetto di una pesante e plebiscitaria protesta da parte dei tifosi all’Olimpico, furiosi non solo per il quarto posto sfumato, ma anche e soprattutto amareggiati dallo smacco del mancato rinnovo di contratto a Daniele De Rossi. Proprio la gestione delle vicende contrattuali del capitano erede di Totti ha avuto un effetto domino anche su quella parte di fedelissimi che fino al tracollo di fine stagione avevano continuato a difendere l’operato della gestione statunitense.

Photo by Дмитрий Голубович / CC BY-SA 3.0

In queste ultime settimane i supporters giallorossi hanno dimostrato la loro esasperazione anche con gesti piuttosto plateali. Ad esempio nell’ultima partita casalinga contro il Parma, a corollario del saluto a “DDR”, in curva Sud sono spuntate diverse bandiere dei Los Angeles Lakers, acerrimi rivali dei Boston Celtics (franchigia dell’NBA del quale Pallotta è socio minoritario). L’ennesima contestazione che sa di derby (i Lakers sono infatti acerrimi rivali dei Celtics e hanno uno storico antagonismo conosciuto come the best NBA rivalry), che ha seguito altre forme “morbide” di protesta organizzate dai tifosi capitolini, come il bombardamento dei social della squadra di cestisti del Massachussets, o il sit in del 16 maggio scorso a Trigoria con l’affissione di manifesti contro la dirigenza colpevole di aver “cacciato” il centrocampista di Ostia e di aver sostanzialmente raccolto poco dopo l’acquisto della società.

Del resto in sette stagioni la cordata a stelle e strisce non ha messo in bacheca nessun trofeo e qualche tifoso ha voluto far notare come questa “penuria” di titoli sia una sorta di marchio di fabbrica della gestione di Pallotta e dei suoi associati. Infatti anche a Boston dal 2002 (anno d’ingresso del manager nella squadra dell’NBA), l’azionista è stato capace di portare ai Celtics soltanto l’anello del 2008 (vinto proprio nella finale contro i rivali dei Lakers) mentre quest’anno, i tifosi della storica formazione del basket statunitense sono rimasti a bocca asciutta, dopo la semifinale dei playoff persa 4 a 1 contro i Buks di Milwakee, fermati poi dai Toronto Raptors nella finale di Conferencepartita che già dall’inizio annunciava di essere molto combattuta anche secondo Skybet.

Tornando alla formazione capitolina è già stato sottolineato come la mancata qualificazione in Champions, abbia portato nelle casse della società un ammanco di ben 60 milioni (gli introiti che sarebbero derivati dalla partecipazione alla competizione), un buco che costringerà senz’altro la dirigenza a mettere sul mercato alcuni pezzi pregiati della rosa (Zaniolo, Manolas e Pellegrini hanno già con le valigie in mano).

Photo by Calcio Streaming / CC BY 4.0

Intanto anche la panchina giallorossa resta senza padrone visto l’annuncio dell’addio di Ranieri, arrivato dopo l’ultima di campionato. Al momento i nomi papabili sono quelli Rafa Benitez e Gian Piero Gasperini, ma a prescindere dal toto allenatore, chiunque voglia mettersi alla regia della squadra dovrà avere i nervi saldi ed essere pronto a governare una situazione che sembra sul punto di esplodere, salvo clamorosi stravolgimenti nei quadri societari…

Proprio nei giorni scorsi il Qatar Sports investments, dell’emiro Nasser Al-Khelaifi già alla testa del PSG, ha sondato il terreno per un’eventuale acquisto del club. Per ora si tratta soltanto di mere indiscrezioni, preludio di una telenovela che senz’altro scalderà l’estate dei tifosi giallorossi.
I più attenti hanno fatto notare che il fairplay finanziario potrebbe limitare il potere d’azione degli eventuali nuovi proprietari (si è tornato peraltro a parlare anche del magnate della farmaceutica Angelini, già prima dell’era Pallotta in lizza per il rilevamento della società), mentre il caso Manchester City (a rischio qualifica dalla prossima Champions per illeciti finanziari), dovrebbe far riflettere quei tifosi che sognano spese folli e acquisti stellari. Intanto sponda Lazio, la gestione “sparagnina” di Lotito, senz’altro agli antipodi dei faraonici investitori di cui sopra, ha portato in 15 anni di gestione ai biancocelesti ben cinque trofei: due Supercoppe e tre Coppe Italia, l’ultima conquistata dalle aquile proprio quest’anno, nella finale vinta 2-0 contro l’Atalanta. Non sono pochi quei tifosi giallorossi che soprattutto nell’ultimo periodo scambierebbero volentieri il nocchiere dei cugini con i loro quadri dirigenziali, i proclami e le “spacconate” sarebbero almeno accompagnati dalla conquista di qualche titolo…

Le carte prepagate virtuali: cosa sono e come funzionano

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Quando andiamo a effettuare acquisti in rete, al momento del pagamento ci troviamo di fronte ad una vastità di scelte senza precedenti. Si può scegliere fra il classico bonifico bancario oppure la possibilità di pagare con una carta di debito o di credito. Ancora, abbiamo sistemi quali PayPal, veri e propri conti correnti virtuali che offrono ogni tipo di garanzia a sicurezza del cliente. In realtà, per la loro semplicità e per la loro sicurezza le più utilizzate sono senza dubbio le carte prepagate. Queste ultime permettono di effettuare acquisti solamente se vi è presente su di essa una determinata somma di denaro. Ad esempio, una delle versioni più utilizzate è la notissima PostePay: è possibile ricaricarla presso qualunque punto SisalPay semplicemente mostrando i documenti e la carta. Col passare degli anni però queste carte si sono notevolmente evolute, offrendo servizi sempre più all’avanguardia. Oggi infatti abbiamo sul mercato due varianti di esse: quella fisica, ovvero sotto forma di carta vera e propria oppure la versione virtuale, un metodo di pagamento che prescinde dalla presenza di una carta fisica realmente esistente. Queste ultime sono spesso collegate ad un’applicazione per smartphone che permette non solo di tener sotto controllo tutte le spese e gli acquisti effettuati, ma anche di effettuare qualsiasi tipo di operazione bancaria. Ad esempio, tramite queste applicazioni è possibile in pochi click inviare o ricevere somme di denaro in modo rapido e sicuro.

Le carte prepagate virtuali possono essere a durata o usa e getta. Le prime come possiamo evincere dal nome non divengono inutilizzabili dopo un singolo utilizzo mentre le seconde si. Per quanto riguarda il loro funzionamento, ogni carta è dotata di un codice a sedici cifre da registrare nell’apposita sezione al momento del pagamenti per procedere all’acquisto. Inoltre le più evolute presentano anche un codice IBAN in modo da effettuare qualsiasi operazione bancaria come una qualsiasi carta di credito o debito.

Carte prepagate in ambito aziendale

In campo aziendale le carte prepagate hanno acquisito con il passare del tempo sempre più rilevanza. I motivi principali della prevalenza delle carte prepagate su quelle di credito o debito è la semplicità e la sicurezza del loro utilizzo. Caricando preventivamente una somma di denaro su di esse, una volta data in gestione al dipendente sappiamo già quali saranno i limiti di spesa. Ancora, se un dipendente vuole effettuare un qualsiasi acquisto non dovrà come nel caso di carte di debito/credito passare per l’autorizzazione dell’amministrazione.Grossi vantaggi sono offerti anche dai costi di attivazione e gestione di esse in quanto spesso si limitano a pochi euro. In media i costi di attivazione si aggirano intorno ai 5 o 10 euro in base alla compagnia, mentre quelle mensili tra gli 1 ed i 2 euro. L’unico contro sui costi riguarda quello di ricarica infatti ogni volta che si vuol effettuare una ricarica su una di essa è richiesto anche il versamento di una determinata quota (in genere 1 o 2 euro).

Queste carte sono connesse come una qualsiasi carta di credito o debito ai più conosciuti circuiti di pagamento come Visa o Mastercard. 

Carte prepagate virtuali e spese aziendali

Le carte prepagate virtuali offrono dunque notevoli vantaggi nella gestione delle spese aziendali. Esse permettono di monitorare nel modo più semplice possibile gli acquisti dei propri dipendenti e collaboratori. 

Soldo ad esempio offre una doppia versione di queste carte prepagate virtuali: una versione pura che permette l’acquisto esclusivo di carburante, ed una versione business che invece permette di effettuare ogni tipo di acquisto. Entrambe funzionano allo stesso modo di una qualsiasi prepagata: è sufficiente caricare una somma di denaro e si è pronti agli acquisti.

La carta virtuale per il carburante permette di effettuare il pieno dove e quando si vuole e con tutti i vantaggi legati al loro uso. Dal 1 gennaio 2019 infatti i professionisti ed i possessori di partita IVA che vogliono godere della detrazione sui costi carburante devono necessariamente pagare con un mezzo tracciabile e le carte carburante virtuali lo sono. Questo in quanto i suddetti mezzi di pagamento permettono il rilascio della fattura elettronica, obbligatoria nel caso in cui si voglia dare un taglio ai costi auto sostenuti.

Daniele Mazzanti e la nuova stagione NBA

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NBA Social – Intervista a Daniele Mazzanti, SMM NBA

Il racconto della stagione, la presentazione dei playoff e la descrizione dell’intero mondo digitale attorno all’universo NBA attraverso le parole del social media manager ufficiale Daniele Mazzanti.

La NBA è senza dubbio la lega sportiva più mediatica al Mondo. I giocatori sono semplicemente delle rockstar planetarie prestate ad uno spettacolo sportivo.

Tra partite, dinamiche di spogliatoio, trade e free agency le stagioni NBA tengono col fiato sospeso milioni di fan 365 giorni l’anno senza soluzione di continuità.

Attori, cantanti, fashion icon o più semplicemente sportivi di altri settori sono regolarmente a bordo parquet per godersi lo spettacolo e farsi inquadrare così da poter rientrare nei radar NBA. 

Al termine di una delle stagioni più appassionati e statisticamente più imprevedibili di sempre dove ogni scommessa è stata più volte disattesa, siamo lieti di riportarel’intervista Daniele Mazzanti, il social media manager ufficiale della lega, per presentarci l’ormai imminente arrivo dei playoff e per fornirci una visione dall’interno della più importante macchina da marketing dell’ultimo ventennio.

L’Insider: Qual è stato il tuo percorso formativo che ti ha portato a svolgere un ruolo così prestigioso come quello di SMM dei canali ufficiali NBA per l’Italia?

Daniele Mazzanti: Il mio percorso è stato abbastanza particolare. Mi son laureato in Giusirsprudenza all’Università degli Studi di Milano e ho svolto la pratica forense per diventare avvocato. Poi, mentre la stavo ultimando, ho realizzato una volta per tutte che quella non era la vita che volevo e che sentivo il bisogno di cambiare. Mi son rimesso in gioco, sono tornato a studiare, mi sono iscritto al Master SBS – Strategie per il Business dello Sport a Treviso e, grazie a quello, oltre che alla skill dei social da autodidatta che già possedevo, ho trovato questo lavoro magnifico nel 2017.


L’Insider: 
Sei sempre stato fan NBA o è una passione cresciuta anche attraverso il lavoro?

Daniele Mazzanti: Sempre stato fan NBA anche se prima la mia conoscenza e la mia passione erano inferiori a quella attuale. Per questioni anagrafiche, sono figlio di Michael Jordan e di Space Jam. Ma il mio non essere (stato) un core fan è stato uno dei motivi per cui sono stato scelto per questo lavoro, essendo capace di utilizzare un linguaggio che potesse andare bene per un pubblico il più ampio possibile.


L’Insider: 
Quant’è difficile il dover stare in ritmo con il fuso americano? Devi/riesci a seguire le partite in diretta? In una fase così intensa di partite decisive, come cambia il tuo lavoro?

Daniele Mazzanti: La mia stagione lavorativa, così come quella dell’appassionato, è suddivisa in due macro-momenti: la Regular Season e gli NBA Playoffs. Durante la stagione non dobbiamo fare nottate o LIVE-tweet delle partite notturne, con l’eccezione dell’All-Star Weekend che invece copriamo quasi nella sua totalità. Durante la Regular Season le partite di cui facciamo il LIVE-tweet sono al sabato (#NBASaturdays) e alla domenica (#NBASundays) e sono in prima o seconda serata, in una fascia che va dalle 20:30 alle 23:00 come orario di inizio. 
Durante i Playoffs invece può capitare di dover fare il LIVE su Twitter delle partite decisive per l’esito della serie. Ovviamente le NBA Finals sono coperte tutte, dalla prima all’ultima partita. Però, durante gli NBA Playoffs il lavoro è molto più gratificante perché l’interesse maggiore del pubblico è assolutamente tangibile.


L’Insider: Su quali canali social siete attivi? A livello di riscontro dei fan, noti delle differenze evidenti tra i diversi social? Avete strategie editoriali diverse sui vari canali?

Daniele Mazzanti: Siamo attivi come NBA Italia su Twitter e Facebook e come NBA Europe su Instagram. Twitter è il social – anche se non è propriamente un social – dove ci sono più core-fans, il livello di conoscenza del Gioco dei follower è più alto. È, per quanto riguarda l’Italia, una nicchia, abbiamo un account da 20.000 follower. Facebook invece ha una audience più vasta (oltre 500.000 like) e che si interessa meno del giocatore che non è ancora o così tanto affermato. 
Instagram invece è il social che va per la maggiore e ha una crescita verticale; l’account è nuovo, ma il poter proporre contenuti spettacolari aiuta molto. Per quanto riguarda le scelte editoriali, su Facebook scegliamo di postare video un pelo più lunghi e di postare un numero minore di contenuti rispetto a quanto facciamo su Twitter.

L’Insider: Quali tipologie di contenuti preferiscono i vostri utenti?

Daniele Mazzanti: Grandi nomi per quanto riguarda gli highlights, una singola azione molto spettacolare come può essere una super schiacciata o un buzzer beater (e vale per tutte le piattaforme) oppure contenuti legati alla storia e ai grandi del passato anche se, per quel che riguarda l’ultima categoria, c’è stata un po’ una stretta in tal senso e NBA preferisce lasciare questi contenuti a pagine dedicate.

L’Insider: Ci vuoi raccontare un’azione di engagement recente, che ha avuto successo?

Daniele Mazzanti: In pieno Festival di Sanremo, durante il LIVE per l’#NBASaturdays, mi son fatto ispirare da Achille Lauro e ho commentato così la giocata di Royce O’Neale. 

Recentemente invece, visto che non esiste l’emoji del Mulino a vento, mi son rifatto grazie a Don Chisciotte. 

Il pubblico in entrambi i casi ha apprezzato, alla fine è quello che conta.


L’Insider: 
Quali sono gli obiettivi e le priorità digital e social di NBA Italia?

Daniele Mazzanti: Fondamentalmente il nostro è un lavoro di puro marketing. Dobbiamo far sì che cresca l’interesse attorno all’NBA e che l’NBA sia vista come una cosa non più solo al di là dell’oceano ma a portata di mano. 
Fortunatamente il movimento in Italia è in crescita e questa crescita è quasi verticale, basti pensare all’NBA Store che ha aperto a Milano, primo in Europa.
Dal punto di vista digital/social, l’importante è che se ne parli. Potrei avere numeri migliori se si impedisse a pagine non ufficiali di postare foto e video che sono nostri, ma non ne gioverebbe l’NBA. È uno dei motivi per cui la Lega è così popolare.

L’Insider: Quali sono le KPI di riferimento con cui misurate una campagna di successo sui diversi canali social?

Daniele Mazzanti: Tasso di engagement del singolo tweet/post, condivisioni su FB (più importanti dei like), views sia su FB che su TW.

L’Insider: Quali sono i 3 principali trend nel social media marketing sportivo che dobbiamo aspettarci prossimamente secondo te?

Daniele Mazzanti: IG TV sempre di più, mi piacerebbe prendesse piede il VR ma credo non sia ancora così avanti, mi aspetto che si arrivi prima o poi a poter assistere a una parte di un evento sportivo con la visuale in prima persona dal POV dell’atleta (tipo Go-Pro per dire).

L’Insider: Organic vs Paid: come decidete la strategia tra contenuti organici e sponsorizzati? Ci sono eventi che influenzano questa scelta?

Daniele Mazzanti: Selezioniamo a inizio stagione gli eventi (partite) che secondo noi potrebbero essere più interessanti tra quelli riservati al prime-time europeo (#NBASaturdays e #NBASundays), fermo restando che in corso d’opera possiamo sempre rivedere le nostre scelte (per esempio ora spingere i Lakers non avrebbe senso). Una volta individuate queste partite, abbiamo dei contenuti riservati al paid (il più spettacolare possibile) e altri che invece vanno sia organic che paid.

L’Insider: Come gestite i casi di crisis management quando succede un evento spiacevole in campo: pensiamo a risse tra giocatori o altri elementi negativi che potrebbero mettere in cattiva luce la Lega?

Daniele Mazzanti: La policy NBA è molto semplice e chiara in merito: per noi non esistono queste cose. Potrebbero essere like a pioggia? Non interessa. Non c’è spazio per risse, infortuni, polemiche arbitrali, materiale sensibile, sui nostri social. È effettivamente molto, molto, molto semplice.

L’Insider: Passando al parquet, è stata come al solito una stagione ricca di emozioni. Cosa ne pensi dell’annata dei Lakers? Ti aspettavi qualcosa in più da LeBron o il contratto triennale era un chiaro segnale che questo fosse un semplice anno di passaggio?

Daniele Mazzanti: LA grande delusione. Tutti, me compreso, avevano negli occhi la stagione dello scorso anno dove LeBron James ha portato di peso, praticamente da solo, una squadra alle NBA Finals. Coi Lakers non ha funzionato niente, la non-trade Davis ha peggiorato una situazione che già si intuiva e per la prima volta dal 2005 ci saranno degli NBA Playoffs senza il giocatore più forte del Globo.
Son curioso di vedere cosa riuscirà a fare nella off-season la dirigenza Lakers, ma comunque l’anno prossimo secondo me vedremo un LeBron James all’ennesima potenza, in modalità Berserker.

L’Insider: La corsa per l’MVP è probabilmente la più incerta da diversi anni: tra Harden, Antetokounmpo e Paul George chi secondo te alla fine la spunterà?

Daniele Mazzanti: James Harden back-to-back NBA MVP. I suoi numeri sono irreali. Houston sembra meno solida dello scorso anno ma The Beard l’ha trascinata ai Playoffs (al terzo posto mentre rispondo) con più di 36 punti di media a partita. Era da His Airness sul finire degli anni 80 o Kobe versione 2006 che non vedevamo cifre del genere. Giannis ha tutto il tempo per diventare il più forte del mondo, sta solo facendo le prove generali, per come la vedo io.

L’Insider: Con la partenza di LeBron verso Los Angeles, i playoff ad Est si prospettano dopo quasi una decade assolutamente imprevedibili. Chi vedi favorito nel poter prendere l’eredità del Re?

Daniele Mazzanti: Come miglior giocatore dell’Est, Giannis Antetokounmpo senza dubbio. Certo, Kawhi Leonard è, credo, un top10 NBA e Joel Embiid è probabilmente il migliore della Lega nel suo ruolo, ma Giannis ha una marcia in più. Non vedo l’ora di vedere le Semifinali di Conference della Eastern, ho grandissime aspettative.

L’Insider: Ad Ovest esiste una franchigia che possa opporsi ai Golden State Warriors? Denver, Rockets, Blazers, Thunder, Spurs, Clippers e Jazz: per la prima volta la concorrenza sembra particolarmente agguerrita.

Daniele Mazzanti: Non credo in realtà ci sia. La rivale più grande degli Warriors sono gli Warriors stessi. A differenza però di altri anni ci sono più squadre che si abbinano bene a Golden State a livello di stazza, fisico e capacità difensive. Mi vengono in mente le prime due della Eastern che possono schierarsi praticamente a specchio. Ma, restando a Ovest, vedo dei bei Playoffs, molto incerti. Tutti (o quasi) possono vincere o perdere contro tutti. Certo, non sarebbe male una ventata di novità.


L’Insider: Ragionando già su tutto quello che potrebbe accadere questa estate, tra i giocatori che potrebbero muoversi ci sono almeno quattro franchise player: dove potranno andare a tuo avviso Kawhi Leonard, Kyrie Irving, Kevin Durant e Anthony Davis?

Daniele Mazzanti: Mi aspetto cose grandiose ma perché sono un amante del caos! KD e Kyrie mi piacerebbe vederli ai Knicks insieme a Zion Williamson per creare un super team nell’arco di una settimana d’estate. Sarebbe molto bello vedere uno tra Kawhi e Davis con LeBron ai Lakers, ma i Lakers sono veramente un’incognita. Non sarei così stupito riuscissero i Raptors a replicare quanto fatto da OKC con George e a convincere Leonard a rimanere.

L’Insider: Chiudiamo con una domanda più filosofica. Tu che hai il polso della passione dei fan, sapresti dirci perché la NBA genera questo tipo di affiliazione, completamente fuori scala rispetto a qualsiasi altra competizione sportiva?

Daniele Mazzanti: È meno avvelenata come passione rispetto a quella calcistica, e lo dico da fondamentalista religioso del pallone eh, e questo permette di seguirla in maniera diversa, togliendo la componente di die-hard fan che si ha seguendo il pallone. 
Detto ciò, è uno spettacolo clamoroso. È seguita in TUTTO il mondo, tu sai che come te che sei lì sul divano alle 4 del mattino a vedere una Gara 2 delle NBA Finals, c’è un ragazzo o una ragazza in Giappone, in Kenya, in Ecuador, in Belgio, in Australia, che sta facendo la stessa identica cosa.
Ed è bellissimo finire la partita col sole che è già alto [un po’ meno se devi lavorare e passare un altro paio di ore al PC a impostare tutti i post per la mattinata ma va beh, si fa volentieri].

MARCATURA LASER SU METALLI

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L’utilizzo della marcatura laser sui metalli rappresenta oggi una certezza per ottenere risultati estremamente rapidi e precisi, in grado di garantire maggiore visibilità al proprio marchio e la costante tracciabilità del proprio prodotto nel tempo. Questo tipo di marcatura si sta diffondendo in svariati settori, primo di tutto l’Automotive e le sue componenti, seguito da valvole, elettronica, meccanica, gioielleria, tecnologie mediche e così via.

La marcatura laser sui metalli offre notevoli vantaggi sia in termini di qualità sia in terminieconomici e si può realizzare a diversi livelli profondità, in base al materiale specifico considerato e alle esigenze di marcatura.

Lasit Laser Marking – Automotive from Lasit – Laser Marking on Vimeo.

VERSATILITÀ

Con l’incisione laser su metallo, è possibile marcare senza difficoltà loghi, caratteri alfanumerici, codici a barre, numerazioni progressive, disegni, DataMatrix e grafiche anche complesse.

ALTA DEFINIZIONE

La marcatura laser garantisce altissima precisione anche con dettagli geometrici complessi. Al termine del processo, il materiale viene pulito per garantire un’altissima qualità del risultato.

MARCATURA INDELEBILE

La marcatura laser garantisce un risultato estremamente durevole e resiste ad acidi, calore, agenti chimici e fenomeni di corrosione.

TRACCIABILITÀ

L’impossibilità di danneggiare una marcatura laser rende questo metodo efficace per tracciare qualsiasi prodotto.

VELOCITÀ

La marcatura, anche di contenuti variabili (come loghi e codici), si realizza in tempi brevissimi ed è possibile eseguire un’ampia gamma di marcature diverse senza cambiare utensile alla macchina.

RESISTENZA

La marcatura laser non richiede alcun costo supplementare perché non produce materiale di scarto, non ha bisogno di trattamenti particolari e non è soggetto ad usura.

La marcatura laser profonda sui metalli è una procedura in cui la marcatura penetra ad una certa profondità nel pezzo in lavorazione. Il risultato è molto simile all’incisione meccanica ma il processo con il laser ha molti vantaggi soprattutto a livello industriale: in questo caso il materiale viene asportato a strati così da realizzare marcature dal raggio di pochi millimetri, quasi impossibili con metodi meccanici. Un altro vantaggio del laser è che permette la marcatura anche di materiali particolari, solitamente difficili da lavorare.

Incisione laser metalli

Nel caso dell’incisione laser sui metalli, avviene un’asportazione di materiale dal pezzo in lavorazione. Ilraggio laser penetra nella superficie e ne rimuove una parte, provocando nella zona una depressione.
Poiché il materiale viene contemporaneamente riscaldato e reagisce all’aria dell’ambiente circostante, nelle zone di incisione si produce spesso anche una decolorazione, che rende ancor piùevidente e nitida la marcatura.

Annealing

Si parla di annealing quando la marcatura ossida la superficie dei metalli ferrosi (ferro, acciaio, acciaio inossidabile) e del titanio mediante riscaldamento localizzato. Lo strato di ossido è solitamente nero, ma può anche avere altre tonalità che dipendono dalla temperatura dello strato riscaldato. Nell’annerimento, la superficie del materialesi mantiene uniforme perché la marcatura non comporta un’asportazione, ma solo il riscaldamento dell’area: il colore raggiunge solitamente una profondità compresa tra i 20 e i 30 µm.

Acquisti online, boom tra novembre e dicembre: ecco i numeri di un settore in continua crescita

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Internet ha portato grandi innovazioni anche nel settore degli acquisti, per una svolta  che non ha riguardato solo i numeri, ma anche le abitudini e le comodità degli italiani e di tutti i consumatori in generale. Infatti, se prima eravamo costretti a recarci fisicamente al supermercato o in un negozio, oggi possiamo prendere i nostri carrelli digitali e riempirli girando fra gli scaffali online degli shop. Il tutto senza rinunciare al comfort del nostro divano e alla tranquillità della nostra abitazione. Gli ultimi dati dimostrano che tutto questo piace (e continua a piacere) agli italiani: secondo l’Osservatorio eCommerce B2C del Politecnico di Milano, infatti, il settore degli acquisti su Internet ha registrato una forte crescita fra novembre e dicembre 2018.

Gli ultimi dati sugli acquisti online

Basandosi sui risultati portati dall’Osservatorio eCommerce B2C, il numero degli acquisti online ha visto un aumento del +20% nel periodo compreso fra novembre e dicembre 2018. E questo ha portato, di conseguenza (e contando solo questi due mesi) ad un totale del fatturato pari a 6,8 miliardi di euro (il 25% della domanda sugli shop online in questo momento). Naturalmente questo boom può essere spiegato per via di decorrenze particolari, come ad esempio il Black Friday e il Cyber Monday. Anche in questo caso, però, è stato riscontrato un importante aumento rispetto allo scorso anno, pari al +35%. Gli e-commerce, inoltre, ultimamente stanno mettendo sul piatto un’offerta più “matura”, puntando sulla sezione regali e sulla personalizzazione dei prodotti. Dunque per le aziende di oggi sembra fondamentale avere una presenza su Internet o comunque uno sportello di vendita online. Soprattutto se si trattano prodotti quali quelli hi-tech, l’abbigliamento, lo sport, i gioielli e il design (i più gettonati sul web).

Vantaggi del settore online per il commercio

Essere connessi a Internet risulta oggi fondamentale, anche se si considera il mondo del lavoro: serve per le comunicazioni interne ed esterne, per gestire insieme grandi moli di dati e per velocizzare i processi. Fra l’altro ci sono anche diverse offerte di Internet per partita iva (ad esempio, quella di Linkem), pensate appositamente per i lavoratori, il tutto a dimostrazione del collegamento indispensabile tra il web e l’universo del lavoro. I vantaggi per i commercianti, infatti, sono molteplici: innanzitutto la possibilità di poter vendere 24 ore su 24, perché gli e-commerce non chiudono mai le “saracinesche”; poi c’è l’opportunità di raggiungere una fetta di pubblico molto più ampia del normale, non solo in Italia ma anche all’estero  (dunque ne guadagna anche il settore delle esportazioni); infine, la rete consente di raccogliere dati importanti sui clienti e di risparmiare soldi. Vantaggi su vantaggi, il mondo va avanti e Internet è sempre più al centro delle nostre vite (da consumatori o da commercianti).