«Non siamo mica metalmeccanici». E il deputato di Sel difende lo stipendio

L’intervento in Aula alla Camera di Arcangelo Sannicandro contro il taglio dell’indennità dei parlamentari. Il Movimento 5 stelle aveva presentato un ordine del giorno per la riduzione da dieci a cinque mila euro lordi dell’indennità.

Tra l’altro, come ricorda Matteo Pucciarelli su Repubblica, Sel in Parlamento ha ben due metalmeccanici: il senatore Giovanni Barozzino, a suo tempo licenziato dall’azienda dopo uno sciopero, e Giorgio Airaudo, ex leader dei metalmeccanici della Fiom.

Alla fine Sannicandro ha dovuto correggere il tiro, e su Facebook ha cercato di spiegare:

“Tentavo di stabilire alcuni dati essenziali per affrontare il problema dell’indennità di carica dei deputati in modo oggettivo e non demagogico. Ho chiarito preliminarmente una ovvietà che è scomparsa dal lessico e dall’orizzonte culturale di tanti sia a destra che a sinistra, e cioè che i deputati e i senatori non sono lavoratori subordinati né autonomi. E cioè non sono operai, impiegati, artigiani, commercianti o liberi professionisti. Così come dice la Costituzione siamo rappresentanti attraverso cui il popolo esercita la sua sovranità. Se ciò non fosse sufficientemente chiaro, aggiungo che i deputati non sono assicurati né all‘Inpse né all’Inail e né ricevono le prestazioni da questi all’occorrenza erogate, né sono inquadrati in un contratto collettivo nazionale”.


Fonte: Corriere

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