È polemica sulla diffusione di foto e nomi degli agenti che hanno ucciso il killer di Berlino

Massima attenzione” poiché “non si possono escludere azioni ritorsive” nei confronti dei poliziotti e di tutto il personale delle forze dell’ordine in divisa. E’ il contenuto di una nuova circolare che il capo della polizia Franco Gabrielli ha inviato questa mattina subito dopo la sparatoria a Milano in cui è rimasto ucciso Anis Amri, il tunisino ritenuto colpevole della strage al mercatino di Natale di Berlino. L’invito è dunque di intraprendere ogni iniziativa utile per garantire la massima sicurezza e tutela degli operatori.

Ma l’appello del numero uno della polizia – come riporta Repubblica – sembra contrastare con la decisione della stessa polizia di diffondere le foto dei due agenti che hanno individuato e ucciso Anis Amri: Christian Movio e Luca Scatà. E con le parole del ministro dell’Interno Marco Minniti che in conferenza stampa ha reso noti i loro nomi.

L’account Twitter del premier Gentiloni è invaso da post che vanno dall’ironia all’insulto vero e proprio di persone preoccupate per l’incolumità dei due agenti e delle loro famiglie: “Ma l’indirizzo il codice fiscale e lo stato di famiglia dei due non lo pubblicate?”, scrive ad esempio Annamaria Baglioni. “Isis ringrazia @PaoloGentiloni per aver divulgato nome e cognome degli agenti. Cortesemente se può favorire l’indirizzo preciso…grazie”, twitta Marco Leone che conclude il suo post con una serie di bombe. Altri ancora ‘chiedono’ al premier di diffondere anche codice fiscale, numero di cellulare, indirizzo mail e i vari account social e invitano l’Isis ad avere la pazienza di attendere anche la pubblicazione del numero di scarpe dei due agenti. “Sei furbo e intelligente come Homer Simpson”, chiosa Yassu Oxi.

Due agenti della polizia, Cristian Movio e Luca Scatà, stanotte hanno rischiato la loro vita durante un banale controllo di documenti. L’uomo che avevano fermato era l’assassino di Berlino che ha subito estratto la pistola ferendo Cristian. Luca, poliziotto in prova e con appena 9 mesi di servizio, ha reagito a sangue freddo, ha sparato e ha ucciso il terrorista.

Due eroi, che hanno rischiato di diventare due nuovi santi laici. Tutta l’Italia, tutta l’Europa sono grate a questi due ragazzi. Ci sentimo in dovere di ringraziarli e abbracciarli, specialmente Cristian che ora si trova in ospedale con una spalla forata.

In queste ore è scoppiata la polemica relativa alla pubblicazione dei nomi dei due agenti coinvolti nell’operazione, e anche noi abbiamo subito diverse critiche. Le maggiori testate giornalistiche hanno scritto e riportato diversi dettagli della vita dei due poliziotti, e a tanti la cosa non è andata giù perché ora questi potrebbero essere in pericolo e subire delle ripercussioni.

A diffondere i nomi è stato il Ministro dell’Interno Minniti, e da lì in poi la notizia è diventata virale. Gli agenti andavano tutelati e protetti da subito evitando la pubblicazione delle loro generalità, e ora l’unica cosa che si può fare e chiedere che vengano protetti da una scorta o comunque tenuti lontani dai riflettori.