Monica Cirinnà: “La mia battaglia non è finita: ora tocca allo Ius Soli, poi ai matrimoni gay”

Foto Roberto Monaldo / LaPresse 09-02-2016 Roma Politica Senato - ddl Unioni Civili Nella foto Monica Cirinnà Photo Roberto Monaldo / LaPresse 09-02-2016 Rome (Italy) Senate - Draft law on civil unions In the photo Monica Cirinnà

“La legge Cirinnà non va migliorata. Vorrei che fosse proprio superata”. Lo afferma, in una intervista a Il Fatto Quotidiano, proprio la senatrice Pd che ha firmato la legge sulle unioni civili approvata definitivamente nel maggio scorso dopo un lungo e travagliato iter parlamentare.

Monica Cirinnà, senatrice Pd che ha firmato la legge sulle unioni civili approvata l’11 maggio 2016 dopo un lungo e travagliato iter parlamentare, spiega:  “L’Italia sarà un paese civile quando avremo il matrimonio egualitario, l’adozione e la responsabilità genitoriale sin dalla nascita dei figli per tutti i tipi di coppie, etero e omosessuali”.

“Quello che ha portato all’approvazione della legge sulle unioni civili è stato un percorso scandito dalla difficile alleanza di governo tra il Pd e il partito di Angelino Alfano (oggi Ap) e dal rapporto mai nato col Movimento 5 Stelle, responsabile di “un doloroso tradimento”. “Gli emendamenti di Ap sono stati davvero tanti e, pur essendo in maggioranza con noi, hanno cercato in tutti i modi di bloccare la legge” spiega.

“Il futuro della nostra alleanza dipenderà molto dalla legge elettorale. Vedremo come andrà. Ma è sicuramente un’alleanza scomoda per chi come me si occupa di diritti umani. Su questo tema e su altri, come la procreazione assistita, gli alfaniani e gli altri cavalieri ‘medievali’ hanno una visione oscurantista. Diciamo che questa alleanza è un letto con molti spilli in cui si è costretti a dormire”.

C’è, infine, spazio anche per lo ius soli: “Io non ho perso la speranza sullo ius soli” conclude Cirinnà.”Questo è un tema su cui il Pd deve avere il coraggio di portare il testo in aula e se necessario ricorrere alla fiducia come è stato fatto per le unioni civili”. (Libero)

Impegno che ribadisce anche in una intervista ad IoDonna: “Secondo me ce la facciamo a vincerla, ma il Pd deve avere coraggio, portarla in aula e vedremo chi non la vota. È meglio farla bocciare dall’Aula, una legge così, piuttosto che essere pavidi e scegliere di non rischiare. Il Pd è forte quando sfida. Lo abbiamo visto con le unioni civili. Poi, col nuovo parlamento, toccherà all’adozione per tutti e il matrimonio egualitario. Ma non è scontato che io venga rieletta. Noi non renziani rischiamo l’osso del collo perché nessuno ci blinda. Correrò e me la giocherò tutta, come sempre. Con i cattodem a gufarmela…”.