Mentana contro Grillo: “Prepara il tuo avvocato”

Dal blog di Beppe Grillo è arrivato l’ennesimo attacco alla stampa italiana con un post che potrebbe costargli ben più che qualche critica. Secondo il capo dei Cinque stelle, ci vorrebbe una giuria popolare per giudicare “le balle dei media”. L’immagine usata a corredo del suo post è un collage con tutte le principali testate giornalistiche, quotidiani e Tg, con la scritta: “Giornali e Tg sono i primi fabbricatori di notizie false nel Paese con lo scopo di far mantenere il potere a chi lo detiene”.

Pochi minuti dopo la pubblicazione del post è arrivata la reazione del direttore del TgLa7, Enrico Mentana, che sulla sua pagina Facebook ha contrattaccato: “In attesa della giuria popolare chiedo a Grillo di trovaersi intanto un avvocato. Fabbricatori di notizie false è un’offesa non sanabile a tutti i lavoratori del tg che dirigo, e a me che ne ho la responsabilità di legge. Ne risponderà in sede penale e civile”.

A Grillo quel che sembra dare più fastidio sono i quotidiani che si occupano del suo Movimento senza esserne il bollettino ufficiale. Tra loro cita La Stampa, che aveva tentato uno sfortunato reportage sulle presunte commistioni tra la propaganda grillina e quella russa; oppure Il Giornale, che avrebbe avuto l’impudenza di scrivere sull’interesse di Davide Casaleggio per una banca online: “Una falsità totale che stravolge un fatto vero – ha scritto sul blog –  ossia che Davide Casaleggio ha accettato di incontrare l’AD di una banca online che ha ricevuto vari premi per l’innovazione tecnologica utilizzando il web per scambiare esperienze e idee sula Rete e sulle sue possibilità, così come incontra decine di aziende innovative. Capite come lavorano i media?”.

La soluzione di Grillo: “Propongo non un tribunale governativo, ma una giuria popolare che determini la veridicità delle notizie pubblicate dai media. Cittadini scelti a sorte a cui vengono sottoposti gli articoli dei giornali e i servizi dei telegiornali. Se una notizia viene dichiarata falsa il direttore della testata, a capo chino, deve fare pubbliche scuse e riportare la versione corretta dandole la massima evidenza in apertura del telegiornale o in prima pagina se cartaceo. Così forse abbandoneremo il 77° posto nella classifica mondiale per la libertà di stampa”.

Fonte: Libero

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