Mattarella, un veto politico dietro il suo no a Savona

Che cosa c’è dietro al no di Sergio Mattarella a Paolo Savona? Stando a quanto riporta Italia Oggi ci sarebbe un calcolo sbagliato del presidente della Repubblica.

Pensava di spaccare il patto di Luigi Di Maio e Matteo Salvini, magari con la convinzione di poter sostituire il governo politico con un governo di tregua già pronto, e invece ha ottenuto l’effetto inverso.

Si legge:

“Un errore politico enorme. Per la prima volta un presidente della Repubblica si è assunto la responsabilità di far saltare la formazione di un governo pur sostenuto da un’ampia maggioranza parlamentare e così l’avvio della legislatura. Invece di permettere la nascita del governo Conte, oggettivamente nella condizione di potersi bruciare in poco tempo, viste le contraddizioni tra M5s e Lega, l’inesperienza e l’incompetenza della squadra (il nome di Savona era di gran lunga quello più autorevole, per non dire l’unico decente) e la palese inattuabilità delle loro promesse elettorali (grazie alla sua nota indipendenza il prof. Savona non le avrebbe fatte passare tutte), Mattarella è riuscito nel capolavoro di saldare l’intesa tra i due leader populisti, all’inizio diffidenti e sospettosi l’uno dell’altro. Con il rischio di regalare a M5s e Lega, alle prossime elezioni, a quanto pare molto vicine, una maggioranza ancor più schiacciante, forse anche superiore a quella dei due terzi richiesta per cambiare la Costituzione senza referendum confermativo. Pur di non avere un governo incerto e fragile dei populisti oggi, rischiamo di avere un governo molto più forte e solido dei populisti domani.”

Infine una riflessione:

“Dice: ma perché impuntarsi su un nome? Savona era davvero l’unico in grado di portare avanti l’indirizzo politico dei partiti di maggioranza? Forse no, ma, dietro il nome, c’è la sostanza. Lega e M5s hanno ritenuto che cedere alla richiesta del presidente avrebbe significato aprire le porte a una «tutela» sulla politica economica del loro governo, una specie di commissariamento, di «cordone sanitario europeista». E d’altronde, se come ha spiegato lo stesso Mattarella il veto su Savona è motivato dalle sue idee sull’euro, come avrebbe potuto fornire garanzie il nome del leghista Giorgetti, che pure sarebbe stato proposto dal capo dello Stato, protagonista di lezioni video disponibili online sulla necessità di uscire dalla moneta unica? Come avrebbero potuto fornirle altri esponenti di partiti che l’avevano sostenuta in tempi non lontani?”.