Marchionne, eredità da 700 milioni di euro

Camilla Conti per “il Giornale”

Chi lo ha conosciuto bene è convinto che Sergio Marchionne abbia avuto il tempo di pensare al suo testamento. Forse con l’ aiuto di un grande studio legale di Zurigo con succursale a Lugano, che lo seguiva da anni. Chissà. Il patrimonio accumulato dal manager nel corso degli ultimi quattordici anni di lavoro – tra stipendi, bonus, stock option da monetizzare, titoli in portafoglio e immobili – si aggira attorno ai 700 milioni di euro.

Da quando nel 2003 è entrato nel cda di Fiat (poi Fca) per poi diventarne ad nel giugno del 2004, ha incassato più di 90,5 milioni dalla sola casa automobilistica sommando per ogni esercizio la remunerazione fissa a lui garantita, i bonus per i risultati raggiunti e i proventi per le stock option già esercitate.

A questo assegno in busta paga vanno poi sommate 4,4 milioni di stock option che il manager deteneva almeno fino al 31 dicembre 2017 e quindi ancora da far fruttare.

Marchionne non possedeva soltanto 16,4 milioni di titoli del Lingotto (l’ 1,07% del capitale) ma nella galassia Agnelli aveva anche in portafoglio 11,8 milioni di azioni Cnh e 1,46 milioni di azioni Ferrari.

Ai guadagni di quattordici anni di lavoro si aggiungono anche le proprietà immobiliari: quando è arrivato a Torino ha avuto in uso, nei primi tempi, la casa in piazza Vittorio Veneto, quella per i manager Fiat, a due passi dal Caffè Elena, uno dei locali storici della città. Ma qualche anno fa aveva deciso di acquistare la casa di Sergio Pininfarina, alla Crocetta, ristrutturando l’ edificio da cima a fondo.

In Svizzera, c’ è la sua casa a Blonay nel cantone francofono di Vaud, vicino a Losanna. Circa un anno fa si era spostato dalla storica residenza di Walchwill, nel cantone di Zug, nella vicina Schindellegi vicino a Zurigo dove risulta ancora domiciliato, nel complesso residenziale super-lusso «Sunset», a Stutzhalden Strasse 20.

Quando invece era negli States, la base era una villa sul lago a nord di Detroit nella contea di Oakland: dodici camere da letto, un pianoforte che suona da solo grazie al computer e un cinema da condividere con pochi, fidati amici.

Dal primo giugno 2004, Marchionne ha firmato 14 bilanci della Fiat generando più di 15 miliardi di utili. Ma non ha avuto il tempo per godersi i frutti del suo lavoro. Chi lo farà? La risposta dipende da molte variabili e soprattutto invade la privacy che Sergio Marchionne ha sempre difeso morbosamente.

Si possono, dunque, azzardare solo delle ipotesi. La sola scelta della legge regolatrice della successione appare complicata: cittadino italiano, ma anche canadese, luogo di ultimo domicilio in Svizzera, valgono le norme del Codice civile elvetico, riservata l’applicazione delle norme di diritto internazionale privato che distinguono la residenza dalla cittadinanza (se comune o meno tra i coniugi), se ci sono legittimari e dove questi sono residenti e cittadini.

Gli eredi diretti di Marchionne sono i due figli che vivono in Canada, Alessio Giacomo del 1989 e Jonathan Tyler nato nel 1994, avuti dal matrimonio con la ex moglie Orlandina, interrotto nel 2012, da cui risulta solo separato. La nuova compagna Manuela Battezzato, dipendente della Fiat nell’ area Comunicazione, gli è rimasta accanto fino alla fine.

Se Marchionne non ha predisposto un testamento, è complicato capire come verrà distribuita l’ eredità considerando anche le leggi svizzere e il fatto che potrebbe aver firmato un accordo di separazione dalla ex moglie con particolari condizioni da aggiungere alla cosiddetta «legittima». Marchionne potrebbe inoltre aver fatto delle donazioni in vita alla compagna Manuela o predisposto delle polizze assicurative.

Ma queste restano soltanto delle ipotesi.