Macerata, Luca Traini in carcere: “Quando ho sentito di Pamela ho deciso di ucciderli tutti”

Luca Traini, l’uomo che sabato mattina ha sparato a bordo di un’auto contro alcuni immigrati per le strade di Macerata, aveva annunciato la sparatoria. Dopo aver preparato la sua pistola Glock con due caricatori, la bandiera tricolore e il porto d’armi, quella mattina è salito a bordo della sua auto e ha lasciato Tolentino, la città dove viveva con la nonna, diretto a Macerata. Ha imboccato la superstrada numero 77 e lì ha fatto una sosta all’autogrill: dopo aver ordinato un caffè si è rivolto alla barista e le ha detto: “Ciao, vado a Macerata a fare una strage“. A raccontarlo è lo stesso Traini, che ha lasciato diverse dichiarazioni spontanee in caserma. Le sue parole, riportate dalCorriere della Sera, sono lucide e spietate: “Stavo andando in palestra in macchina, quando alla radio ho risentito la storia della 18enne — ha detto ai carabinieri —. D’istinto ho fatto dietrofront, sono tornato a casa, ho aperto la cassaforte e ho preso la pistola. Ho deciso di ucciderli tutti“.

Adesso Traini è stato trasferito in carcere a Montacuto, lo stesso dove è rinchiuso Innocent Oseghale, il nigeriano presunto assassino di Pamela che ha ispirato in lui la follia razzista e la volontà di farsi giustizia da solo. Per lui l’accusa è di tentata strage aggravata dalle finalità di razzismo. E proprio per questo motivo ora si trova in isolamento, “tenuto accuratamente lontano anche da altri detenuti di colore” dicono dalla casa circondariale. Ha lasciato la caserma dei carabinieri all’una di notte di domenica, dopo un lungo interrogatorio. È uscito a testa alta e sguardo dritto davanti a sé non ha detto una parola ai cronisti che erano ad attenderlo.

I carabinieri hanno sequestrato nella casa dove viveva una copia del Mein Kampf, una bandiera con la croce celtica e altre pubblicazioni riconducibili all’estrema destra. Gli investigatori hanno anche sequestrato i computer dell’uomo per verificare se vi siano elementi utili alle indagini anche se, spiegano, i fatti sembrano abbastanza chiari: Traini avrebbe maturato l’intenzione di compiere la strage negli ultimi giorni, subito dopo l’assassinio della 18enne romana.

La diciottenne che voleva vendicare era Pamela Mastropietro, la ragazza romana, allontanatasi il 29 gennaio da una comunità di Corridonia,il cui corpo è stato trovato smembrato e chiuso in due trolley nelle campagne del Maceratese. Della sua morte è accusato uno spacciatore nigeriano di 29 anni.

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