Ius soli, Gentiloni si arrende e chiama Renzi: in due mesi il Pd ha perso due punti

Da: Libero Quotidiano

Paolo Gentiloni ha fatto un passo indietro sullo Ius soli, rimandando tutto al prossimo autunno. Sempre se in autunno ci sarà ancora un governo Gentiloni, visto che i mesi di tensione spesi per far avanzare la proposta di legge sulla cittadinanza agli stranieri nati in Italia ha decretato la scomparsa della maggioranza tra Pd e partiti centristi.

Dalle parti del Nazareno, come riferisce il Messaggero, la preoccupazione che Gentiloni portasse il provvedimento in Aula con il voto di fiducia stava diventando panico. I numeri per farlo passare di fatto non c’erano, condannando così il governo a morte certa. Il premier ovviamente ne era consapevole, così come ha confermato al telefono a Matteo Renzi prima di comunicare in pubblico la sua retromarcia. L’irritazione di Renzi è così passata a mesta rassegnazione, almeno per ora: “Questo temporeggiare – avrebbe detto ai suoi – ha fatto perdere al Pd mezzo punto a settimana, anche per l’assurdo link con la vicenda dei migranti che non c’entra nulla”.

Gentiloni non è certo tipo da tentare giochi d’azzardo. L’unica alternativa possibile, in qualche modo suggerita da Pierferdinando Casini, era di portare lo Ius soli in consiglio dei ministri. Ma in quella sede la reazione di Angelino Alfano e i ministri a lui vicini sarebbe stata quasi certamente un’uscita definitiva dall’esecutivo.

“La maggioranza di fatto c’è solo sulla carta” è il ritornello più frequente nei corridoi di Palazzo Madama. Basti guardare i salti mortali a cui costretto il capogruppo al Senato Luigi Zanda per trovare ogni volta i numeri necessari. Tutta colpa della scissione dei bersaniani, che hanno tolto ossigeno ai gruppo Dem, oltre che ai parlamentari centristi che alla spicciolata stanno raggiungendo Silvio Berlusconi.