Iraq, Donald Trump potrebbe chiedere l’impegno militare all’Italia

Prima il fronte siriano, dunque l’Afghanistan, poi ancora la Corea del Nord, dove l’intervento pare essere imminente. Dall’isolazionismo all’interventismo più spinto: signore e signori, lui è Donald Trump. E presto, il presidente degli Stati Uniti potrebbe aggiungere al bouquet un quarto scenario: l’Iraq, la roccaforte dell’Isis, la primissima linea di quei tagliagole che il presidente vuole spazzare via dal globo terracqueo. Per essere precisi, gli Usa sono già impegnati da tempo su quel fronte, ma l’impegno potrebbe crescere esponenzialmente. Questa, però, non è l’unica notizia. Anzi, la notizia è che Trump, secondo quanto sostiene La Stampa in un retroscena, potrebbe chiedere all’Italia un intervento diretto. Potrebbe chiederci di entrare in guerra.

Una possibile richiesta che preoccupa il premier, Paolo Gentiloni, il quale (faticosamente) cerca di stabilire un buon rapporto con la nuova amministrazione Usa. Ad oggi, le truppe italiane presenti in Iraq danno assistenza, ma non sparano, non fanno la guerra. Il punto, però, è che l’offensiva della coalizione a Mosul procede a rilento: gli iracheni hanno bisogno di uomini operativi in battaglia, e l’Italia ha soldati dispiegati a Ebril e sulla diga dove sono in corso lavori di riparazione. Uomini di cui Trump potrebbe chiedere l’impegno in azioni belliche.

Le possibilità che la richiesta arrivi crescono esponenzialmente: per comprenderlo basta dare un’occhiata al calendario. Gentiloni, infatti, visiterà la Casa Bianca giovedì, mentre a Taormina, a fine maggio, l’Italia ospiterà il G7. All’ordine del giorno ci sarà il nostro ruolo nel Mediterraneo, ovviamente la Libia, il contributo alla lotta al terrorismo e, lo spauracchio, è che ci sia pure l’Iraq. La richiesta di partecipare alla battaglia creerebbe non pochi grattacapi a Palazzo Chigi, che difficilmente potrebbe rispondere a Trump con un no. Ma ogni intervento militare, è arcinoto, fa schizzare le possibilità di rappresaglia dello Stato islamico all’interno dei nostri confini.

Fonte: Libero