Home Sport Il futuro della Roma tra contestazioni plateali, chimerici cambi dirigenziali e probabili sacrifici di mercato

Il futuro della Roma tra contestazioni plateali, chimerici cambi dirigenziali e probabili sacrifici di mercato

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Il futuro della Roma tra contestazioni plateali, chimerici cambi dirigenziali e probabili sacrifici di mercato

Il campionato si è appena concluso e per la Roma si attende una probabile estate di passione. Una stagione arida di soddisfazioni per i giallorossi che, dopo cinque anni di fila in Champions League, scendono in Europa League e in virtù del sesto posto approdano ai preliminari della competizione. Un piazzamento finale che sa di beffa, vista l’obbligata partecipazione ai playoff estivi di Europa League che mette in bilico la partecipazione della formazione capitolina alla tournée negli USA, prevista per la seconda metà di luglio.

L’ennesimo passo falso dei giallorossi ha fatto esplodere la contestazione nei confronti di James Pallotta. Domenica scorsa il presidente è stato infatti oggetto di una pesante e plebiscitaria protesta da parte dei tifosi all’Olimpico, furiosi non solo per il quarto posto sfumato, ma anche e soprattutto amareggiati dallo smacco del mancato rinnovo di contratto a Daniele De Rossi. Proprio la gestione delle vicende contrattuali del capitano erede di Totti ha avuto un effetto domino anche su quella parte di fedelissimi che fino al tracollo di fine stagione avevano continuato a difendere l’operato della gestione statunitense.

Photo by Дмитрий Голубович / CC BY-SA 3.0

In queste ultime settimane i supporters giallorossi hanno dimostrato la loro esasperazione anche con gesti piuttosto plateali. Ad esempio nell’ultima partita casalinga contro il Parma, a corollario del saluto a “DDR”, in curva Sud sono spuntate diverse bandiere dei Los Angeles Lakers, acerrimi rivali dei Boston Celtics (franchigia dell’NBA del quale Pallotta è socio minoritario). L’ennesima contestazione che sa di derby (i Lakers sono infatti acerrimi rivali dei Celtics e hanno uno storico antagonismo conosciuto come the best NBA rivalry), che ha seguito altre forme “morbide” di protesta organizzate dai tifosi capitolini, come il bombardamento dei social della squadra di cestisti del Massachussets, o il sit in del 16 maggio scorso a Trigoria con l’affissione di manifesti contro la dirigenza colpevole di aver “cacciato” il centrocampista di Ostia e di aver sostanzialmente raccolto poco dopo l’acquisto della società.

Del resto in sette stagioni la cordata a stelle e strisce non ha messo in bacheca nessun trofeo e qualche tifoso ha voluto far notare come questa “penuria” di titoli sia una sorta di marchio di fabbrica della gestione di Pallotta e dei suoi associati. Infatti anche a Boston dal 2002 (anno d’ingresso del manager nella squadra dell’NBA), l’azionista è stato capace di portare ai Celtics soltanto l’anello del 2008 (vinto proprio nella finale contro i rivali dei Lakers) mentre quest’anno, i tifosi della storica formazione del basket statunitense sono rimasti a bocca asciutta, dopo la semifinale dei playoff persa 4 a 1 contro i Buks di Milwakee, fermati poi dai Toronto Raptors nella finale di Conferencepartita che già dall’inizio annunciava di essere molto combattuta anche secondo Skybet.

Tornando alla formazione capitolina è già stato sottolineato come la mancata qualificazione in Champions, abbia portato nelle casse della società un ammanco di ben 60 milioni (gli introiti che sarebbero derivati dalla partecipazione alla competizione), un buco che costringerà senz’altro la dirigenza a mettere sul mercato alcuni pezzi pregiati della rosa (Zaniolo, Manolas e Pellegrini hanno già con le valigie in mano).

Photo by Calcio Streaming / CC BY 4.0

Intanto anche la panchina giallorossa resta senza padrone visto l’annuncio dell’addio di Ranieri, arrivato dopo l’ultima di campionato. Al momento i nomi papabili sono quelli Rafa Benitez e Gian Piero Gasperini, ma a prescindere dal toto allenatore, chiunque voglia mettersi alla regia della squadra dovrà avere i nervi saldi ed essere pronto a governare una situazione che sembra sul punto di esplodere, salvo clamorosi stravolgimenti nei quadri societari…

Proprio nei giorni scorsi il Qatar Sports investments, dell’emiro Nasser Al-Khelaifi già alla testa del PSG, ha sondato il terreno per un’eventuale acquisto del club. Per ora si tratta soltanto di mere indiscrezioni, preludio di una telenovela che senz’altro scalderà l’estate dei tifosi giallorossi.
I più attenti hanno fatto notare che il fairplay finanziario potrebbe limitare il potere d’azione degli eventuali nuovi proprietari (si è tornato peraltro a parlare anche del magnate della farmaceutica Angelini, già prima dell’era Pallotta in lizza per il rilevamento della società), mentre il caso Manchester City (a rischio qualifica dalla prossima Champions per illeciti finanziari), dovrebbe far riflettere quei tifosi che sognano spese folli e acquisti stellari. Intanto sponda Lazio, la gestione “sparagnina” di Lotito, senz’altro agli antipodi dei faraonici investitori di cui sopra, ha portato in 15 anni di gestione ai biancocelesti ben cinque trofei: due Supercoppe e tre Coppe Italia, l’ultima conquistata dalle aquile proprio quest’anno, nella finale vinta 2-0 contro l’Atalanta. Non sono pochi quei tifosi giallorossi che soprattutto nell’ultimo periodo scambierebbero volentieri il nocchiere dei cugini con i loro quadri dirigenziali, i proclami e le “spacconate” sarebbero almeno accompagnati dalla conquista di qualche titolo…