I due hacker romani intercettavano Draghi, Monti, Ravasi, Saccomanni, Renzi

1. TUTTI INTERCETTATI! NELLA RETE DEI DUE FRATELLI, GIULIO E FRANCESCA OCCHIONERO, C’ERANO DRAGHI ,IL CARDINAL RAVASI, MONTI E SACCOMANNI (PURE CAPEZZONE!)
2. I DUE ERANO RIUSCITI A INTRODURSI NELLA CASELLA PERSONALE DI POSTA DI RENZI E IN QUELLA DEL PARTITO DEMOCRATICO, E PURE IN QUELLA DEL GENERALE CAPOLUPO (GDF)
3. GLI OCCHIONERO BROTHERS SAREBBERO ”NOTI PERSONAGGI DELL’ALTA FINANZA CAPITOLINA”. CIOE’? DAVANO INFORMAZIONI RISERVATE AI LORO CLIENTI INVESTITORI?
4. I DUE HANNO UTILIZZATO ”UNA RETE DI COMPUTER INFETTATI DA UN MALWARE DENOMINATO EYEPYRAMID, E PER ANNI ACQUISITO NOTIZIE RISERVATE, DATI SENSIBILI, INFORMAZIONI, GELOSAMENTE CUSTODITE SU SERVER AMERICANI, ORA SEQUESTRATI DA POLIZIA POSTALE E FBI

Fiorenza Sarzanini per www.corriere.it

Erano riusciti, fra l’altro, a introdursi nella casella di posta personale di Matteo Renzi e del partito democratico Giulio Occhionero e la sorella Francesca, arrestati dalla polizia per aver effettuato attività di spionaggio e dossieraggio. Tra i politici e i personaggi noti che risultano hackerati compaiono i nomi di Mario Draghi, Ignazio La Russa, Fabrizio Cicchito, l’ex sindaco di Torino Piero Fassino, l’ex ministro Fabrizio Saccomanni, l’ex capo di gabinetto del Tesoro Vincenzo Fortunato, Daniele Capezzone, Michela Vittoria Brambilla e in Vaticano monsignor Gianfranco Ravasi.

Tra le vittime dell’attività di spionaggio si aggiungono anche Saverio Capolupo generale della Guardia di Finanza e Paolo Poletti ex comandate della Guardia di Finanza. Occhionero, un ingegnere informatico e sua sorella, sono stati arrestati lunedì e accusati di aver violato sistemi informatici per procacciarsi notizie concernenti la sicurezza dello Stato, di aver compiuto attività di dossieraggi nei confronti di cariche istituzionali, di accesso abusivo a sistema informatico aggravato e di intercettazione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche. L’indagine svolta dagli specialisti della polizia postale denominata “Eye Pyramid” ha consentito di «individuare una centrale di cyberspionaggio».

Nei confronti di Occhionero e della sorella, entrambi noti personaggi dell’alta finanza capitolina, gli investigatori «hanno acquisito – come viene specificato nella nota della polizia – concreti elementi probatori in merito ad attività criminali da loro pianificate e condotte, consistenti nella gestione di una botnet con finalità di cyber spionaggio in danno di Istituzioni e Pubbliche Amministrazioni, politici di spicco, studi professionali e soggetti di rilievo nazionale».

Secondo l’accusa i due hanno utilizzato «una estesa rete di computer preliminarmente infettati tramite la diffusione di un malware denominato EYEPYRAMID (dal quale prende anche il nome l’operazione), e per anni acquisito dalle numerosissime vittime prescelte notizie riservate, dati sensibili, informazioni, gelosamente custodite su impianti informatici statunitensi, ora sequestrati dagli operatori della Polizia Postale, grazie al prezioso ausilio dei colleghi della Cyber Division dell’F.B.I. statunitense e che consentiranno di accertare quali e quanti dati siano stati illecitamente sottratti.

Le complesse indagini condotte dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, protrattesi per diversi mesi, hanno consentito di individuare una rete botnet molto ben strutturata, frutto di un attacco informatico del tipo APT (Advanced Persistent Threat), ingegnerizzato ad hoc sfruttando un malware particolarmente insidioso, capace di far acquisire da remoto il controllo del sistema informatico bersaglio, e consentire la massiva sottrazione dei contenuti dei pc colpiti. Si legge nel comunicato della polizia:

«Tra gli osservati dall’ “Occhio della Piramide” gli appartenenti ad una loggia massonica, archiviati sotto la sigla “BROS” (fratelli) in una cartella piazzata in una delle numerose drop zone all’estero. Con la sigla “POBU” (Politicians Business), invece, venivano catalogati gli esponenti politici target del sodalizio criminale».

Fonte: Dafgospia

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