Governo, un tranquillo weekend di paura. Torna l’incubo dei “tecnici”: Cottarelli pronto…

Da: Secoloditalia

Sui giornali di oggi qualcuno si è già spinto oltre la crisi, parlando di ipotesi di governo-ponte fino al voto di autunno con il solito incubo che si ripresenta, puntuale: i tecnici, i teorici del “lacrime e sangue”, come Carlo Cottarelli, l’economista europeista tanto amato da Fabio Fazio (con lui nella foto), che secondo indiscrezioni si starebbe già scaldando in panchina. Fantapolitica? Di sicuro, tira aria di crisi sul governo, ancora incerto e diviso sui destini della Tav. Ancora ieri, la Torino-Lione si è mostrata come il tallone d’Achille dell’esecutivo gialloverde, il vero nodo su cui – contratto o meno – la maggioranza non riesce proprio a trovare la quadra. Troppo distanti le posizioni, tanto da far decidere a Di Maio di tenere una conferenza stampa dai toni decisamente netti.A Salvini che in mattinata chiudeva a un nuovo vertice di governo sul tema, ribadendo la necessità di andare avanti– «Nel contratto di governo c’è la revisione dell’opera, che ci sta, che è giusta. Rivedere un’opera è importante, intelligente, tutto è migliorabile, però – affermava – fermarla no, conto che il buon senso prevalga» -, il collega vicepremier e capo politico M5S ribatteva: «Non è questione di testa dura, non siamo bambini. Qui bisogna sedersi al tavolo ed evitare di vincolare i soldi degli italiani”.

E ancora: “La questione ora è politica, non tecnica” e, d’altra parte, “l’analisi costi-benefici ha confermato che” dietro il no Tav dei 5 Stelle “non c’era un motivo ideologico, ma un fondamento scientifico. Quest’opera non si tiene in piedi, non è profittevole“. Un pensiero distante anni luce da quello del collega di governo, tanto da far aprire la conferenza stampa a un Di Maio “piuttosto interdetto” dal “fatto che non noi, ma la Lega ieri abbia messo in discussione il governolegandolo al tema Tav”.

E se nel M5S il malumore per le posizioni del Carroccio non è di certo un segreto, c’è chi nel Movimento si espone parlando apertamente di crisi già in atto. Come Stefano Buffagni, sottosegretario alla presidenza del Consiglio: «Credo – ha detto – che non ci sia da aprire una crisi, una crisi è già aperta. C’è un momento di crisi. Ne abbiamo letti tanti sui giornali, invece stavolta una difficoltà c’è”.

Parole forti, poi mitigate nel corso della giornata, ma senza mutarne il senso: “Salvini ieri (giovedì, ndr) ha fatto questa dichiarazione: se si mette in discussione il contratto di governo, è Salvini che sta mettendo in discussione il contratto di governo. E’ evidente che il problema esiste, è Salvini – ha ribadito Buffagni – che sta facendo la sua scelta».

Dopo una giornata convulsa e dalla tensione altissimaMatteo Salvini in serata ha provato a rassicurare gli animi: «Nessuna crisi di governo e nessuna nostalgia del passato – ha detto -, lavoriamo per unire e per dare lavoro, sviluppo e futuro all’Italia. Col buonsenso si risolve tutto». Affermazioni cui Luigi Di Maio non ha mancato di replicare, sottolineando ancora una volta le priorità Cinquestelle: “Il governo e la sua tenuta sono una cosa seria, stiamo parlando del Paese. Io voglio solo che si rispetti il contratto e non si faccia cadere il governo, questo – ha ribadito – è buon senso».

Ma questo fine settimana sarà per il governo un tranquillo week end di paura, con Conte a mediare, a ricucire, e l’ombra della crisi che avanza, ad alta velocità.