Gli Usa escono dall’Unesco, Trump: «E’ anti israeliana»

La notizia aveva iniziato a circolare questa mattina e ora la conferma è arrivata dal Dipartimento di Stato. Gli Stati Uniti si sono ritirati dall’Unesco. La decisione è stata motivata accusando l’organizzazione dell’Onu basata a Parigi di “inclinazioni anti-israeliane“. Washington, ha affermato la portavoce del Dipartimento di Stato americano Heather Nauert,  sostituirà la propria rappresentanza attuale con una “missione di osservatori”.

1.AP, USA LASCIANO L’UNESCO DOPO INGRESSO PALESTINA
(ANSA-AP) – Gli Stati Uniti hanno deciso di lasciare l’Unesco dopo le recenti tensioni sull’ingresso della Palestina. Lo riferiscono fonti americane all’Associated Press. La decisione, riferiscono fonti ufficiali americane all’Ap, è stata presa in seguito alle recenti risoluzioni dell’Unesco che hanno condannato Israele e gli insediamenti e che Washington considera anti-israeliane. E’ dal 2011, quando la Palestina divenne membro dell’organizzazione dell’Onu, che gli Stati Uniti hanno smesso di finanziarla pur mantenendo un ufficio nel quartier generale di Parigi e un’influenza dietro le quinte sulle sue politiche.

2.UNESCO:BOKOVA,’GRANDE RAMMARICO PER USA,È UNA PERDITA’
(ANSA) – “Mi rammarico profondamente per la decisione degli Stati Uniti di ritirarsi dall’Unesco, di cui ho ricevuto notifica ufficiale con una lettera del segretario di stato americano, Rex Tillerson”. Lo si legge in un comunicato della direttrice generale dell’Organizzazione con sede a Parigi, Irina Bokova. “E’ una perdita per l’Unesco. E’ una perdita per la famiglia delle Nazioni Unite. E’ una perdita per il multilateralismo – continua la Bokova – il compito dell’Unesco non è finito e continueremo ad andare avanti per costruire un 21/o secolo più giusto, più pacifico e più equo, e per questo l’Unesco ha bisogno dell’impegno di tutti gli stati”.

3.UNESCO: TESTA A TESTA FRANCIA-QATAR PER DIREZIONE GENERALE
(ANSA) – Testa a testa Francia-Qatar per la direzione generale dell’Unesco: al quarto giorno di votazioni, la candidata francese Audrey Azoulay e il candidato del Qatar (che preoccupa Israele) Hamad Bin Abdulaziz Al-Kawari sono a pari merito con 18 voti per succedere all’attuale direttrice generale dell’organismo Onu, la bulgara Irina Bokova. Seguono altri candidati, tra cui l’egiziana Moushira Khattab, ancora non esclusi dalla corsa.

L’avvio del voto interno a scrutinio segreto è cominciato lunedì e durerà fino a quando un dei candidati non avrà ottenuto la maggioranza. L’esito potrebbe arrivare entro questa sera oppure domani. Dal 1945, la poltrona di leader dell’Unesco è stata occupata da europei, americani, un asiatico e un africano, e ora i Paesi arabi ritengono che sia arrivato il loro turno, tanto da schierare quattro pretendenti in lizza: oltre a Qatar ed Egitto, anche Libano e Iraq, che però alla fine ha ritirato la sua candidatura. L’Unesco è la prima organizzazione Onu ad aver ammesso la Palestina come Stato membro, nell’ottobre 2011, suscitando l’ira e lo stop dei finanziamenti da parte di Usa e Israele.

Per l’organismo internazionale, il ritiro di Washington è stato un duro colpo finanziario, tanto che durante la gestione di Irina Bokova si è reso necessario un drastico taglio degli effettivi. Da soli gli Usa rappresentavano il 20% del bilancio dell’Unesco. Senza contare la ritorsione del Giappone, il secondo finanziatore più importante, che ha rifiutato di pagare la sua quota 2016 in seguito all’iscrizione, nel 2015, nel registro della memoria mondiale, del Massacro di Nankin, perpetrato dall’esercito imperiale giapponese nel 1937.