Gentiloni: “E’ Visco il nostro candidato per Bankitalia”

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Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni propone Ignazio Visco per un secondo mandato alla guida della Banca d’Italia.

Non cambiare nulla anche se è cambiato tutto. Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha indicato Ignazio Visco per la carica di governatore di Bankitalia. Lo confermano all’ agenzia Ansa fonti autorevoli a conoscenza del dossier. Nella lettera inviata al Consiglio superiore della Banca d’Italia, il premier propone un secondo mandato per l’attuale governatore. Una scelta di continuità, dunque, che però non cancella le tensioni tra Palazzo Chigi e il Partito democratico di Matteo Renzi.

“Con la nomina di Visco o chi per lui si è ripristinato un percorso istituzionale corretto. Tuttavia quando un’istituzione combina un pasticcio la traccia rimane. Il futuro governatore avrà comunque a che fare con una situazione difficile ma s’è creato uno strappo“, dice l’ex segretario Pierluigi Bersani, che dal Pd è uscito in rotta con l’attuale numero uno del Nazareno.

“Il capo del primo partito italiano non si può permettere un giudizio: un Parlamento non può contraddire se stesso”, sentenzia l’attuale leader di Mdp. La riconferma di Visco, infatti, arriva alla fine di giornate convulse per la maggioranza. La miccia l’aveva incendiata lo stesso Renzi con la mozione depositata alla Camera dal Pd per chiedere il licenziamento dello stesso governatore. Una mossa che aveva provocato il malumore praticamente dell’intero palcoscenico politico e che ha compromesso i rapporti tra il Quirinale e lo stesso Renzi.

Da due anni, infatti, Sergio Mattarella cerca di proteggere via Nazionale dagli appetiti elettorali dell’ex premier. L’epilogo del caso Visco, infatti, conferma l’ipotesi sollevata da più parti: quella mozione depositata dal Pd alla Camera non era nient’altro che una manovra elettorale. In questo modo, da qui alle elezioni, Renzi potrà replicare a qualsiasi critica sul fronte delle crisi bancarie con una rivendicazione: lui Visco voleva mandarlo a casa, ma Mattarella e Gentiloni hanno detto di no. E infatti, nei giorni della polemica, il segretario non ha modificato di una virgola il suo copione.

Primo: “Il Pd ed io non abbiamo niente da nascondere sul tema della banche. A noi è toccato intervenire per rimediare ai disastriche hanno fatto altri”. Altri chi? Mistero.

Secondo: “’Se qualcuno vuole raccontare agli italiani che in questi anni nel settore delle banche non è successo niente, quel qualcuno non sarò certo io”. E Banca Etruria? “Nessuno sconto. Il padre della Boschi è stato mandato a casa come tutti con il nostro commissariamento” .

Terzo: “La mozione l’ha preparata il gruppo Pd. È evidente che il governo sapesse il contenuto al punto che su alcuni passaggi, come la discontinuità non era d’accordo, Gentiloni mi ha chiamato e l’abbiamo cambiata”. (ilfattoquotidiano.it)