Europa League, due italiani imbucati in finale: “Scroccato il buffet dei Vip”

Giuseppe De Lorenzo per Il Giornale

Siete a Stoccolma. Italiani. Senza biglietto per entrare alla Friends Arena per vedere la finale di Europa League tra Manchester United e Ajax.

Che fate? Provate a imbucarvi. Impossibile, direte: eppure due ragazzi italiani, un romano e un perugino, coinquilini nella capitale della Svezia per lavoro, sono riusciti nell’impresa. “È nato come un gioco – racconta a ilGiornale.it Andrea Mosci, 25enne economista juventino sfegatato – ed è diventata un’incredibile avventura”.

Federico e Andrea hanno conquistato un posto quasi a bordo campo, poco sotto la tribuna d’onore, senza sborsare un solo euro. Non male, visto che i biglietti per un evento simile arrivano a costare cifre esorbitanti. Una pacchia. Anche perché prima dell’ingresso in campo delle squadre, i due “imbucati” sono riusciti pure a scroccare il buffet organizzato dalla Uefa nell’area Vip dell’hotel adiacente lo stadio. Alla faccia, diciamo noi, dell’allerta terrorismo.

Sia chiaro: dietro non c’è nessun piano escogitato in chissà quali notti insonni. Tutt’altro. “Lunedì siamo andati nel centro di Stoccolma dove gli sponsor avevano preparato degli stand e abbiamo partecipato ad un quiz sulla storia della Coppa Uefa“. I nostri di calcio se ne intendono. O comunque lo amano. E così alla fine ricevono un pass come “prova” della loro partecipazione al gioco. Il fatto è che il tagliando (con tanto di fotografia) assomiglia vagamente ai pass utilizzati dalle persone autorizzate ad entrare senza biglietto allo stadio: come autorità e giornalisti.

“L’idea di tentare la follia è nata come uno scherzo – racconta Andrea – Ieri sera dopo il lavoro siamo andati vicino allo stadio per vivere con i tifosi i momenti precedenti la finale. Un’atmosfera incredibile. Avevamo i due pass nella tasca e ci siamo detti: ‘Perché non provare’?”. Il ragionamento non fa una piega. I nostri provano così di entrare da tre diversi tornelli, ma vengono respinti. Poi intorno alle 20.15 gli si aprono le porte del Paradiso. Ovvero quelle dell’hotel di lusso adiacente lo stadio (400 posti e tanto lusso), con un portone laterale lasciato aperto da chissà chi. Andrea e Federico si addentrano quatti quatti e arrivano fino al banchetto “reale” messo in piedi dall’Uefa per “quelli che contano”. “Eravamo vestiti decentemente e col pass al collo – dice Andrea – Nessuno si è preoccupato di chiederci cosa ci facessimo lì”. Cena gratis.

“I controlli erano piuttosto blandi siamo passati dal primo al secondo piano tranquillamente. Alle 20.30 abbiamo provato il colpo grosso: entrare allo stadio dall’ingresso riservato ai clienti dell’hotel”. L’impresa riesce quasi del tutto: “Siamo saliti al terzo piano, ci hanno perquisito e tutto filava liscio. Poi però proprio all’ultimo lo steward ci ha chiesto di poter leggere il codice a barre del pass”. Codice che, ovviamente, non c’era.

Bloccati sul più bello, i nostri tornano nella hall dell’albergo per godersi la partita sui maxi-schermi. “L’idea originale era vedersela in un pub, quindi alla fine era andata anche piuttosto bene”. Ma quando la serata è quella giusta, ai sogni si aggiungono sogni. “A fine primo tempo due signori hanno deciso di abbandonare lo stadio. Noi ci siamo finti collezionisti di biglietti e ci siamo fatti lasciare i ticket”. Le chiavi del Paradiso.

Andrea e Federico si sono visti il secondo tempo comodamente seduti poco sotto l’area Vip. I festeggiamenti, Pogba sotto la tribuna, la coppa in bella vista. “È stata un’avventura incredibile – dice eurofico Andrea – per me, che sono malato di calcio, è stato un sogno”. Inimmaginabile: è questa la parola chiave. Prossima tappa Cardiff? “Vedere Juve-Real andrebbe oltre ogni desiderio. La tentazione è forte. Ma dovrei fare l’abbonamento alla fortuna”. Sognare, in fondo, è gratis. Come vedersi la finale di Europa League da imbucati.