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Ecco perché non dovremmo dare smartphone e tablet ai bimbi con meno di 10 anni

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Ecco perché non dovremmo dare smartphone e tablet ai bimbi con meno di 10 anni

Sarah Barns per “The Sun

Il dottor Nicholas Kardaras ha lavorato con oltre mille adolescenti negli ultimi 15 anni, e da tempo chiede che la dipendenza dallo schermo sia riconosciuto come disturbo clinico, al pari dell’abuso di sostanze stupefacenti.

Il primo caso lo seguì 10 anni fa, riguardava un sedicenne che giocava al videogioco ‘World of Warcraft’ per 10 ore al giorno: «Fondamentalmente stava nel Matrix, non distingueva ciò che era reale e ciò che non lo era. Fu ricoverato per un mese e trattato a livello psichiatrico affinché tornasse alla realtà».

Kardaras ha coniato il termine ‘eroina digitale’ perché i parallelismi per lui sono evidenti: «iPad, smartphone, X box, sono una forma di droga digitale che trasforma i ragazzini in drogati psicotici. Gli schermi aumentano depressione, ansia e aggressività. Non dico che sono fatali come l’eroina, ma hanno lo stesso impatto sul cervello, a livello clinico e neurologico».

Per lui intaccano la corteccia cerebrale del cervello (che controlla l’impulsività e ci permette di fare scelte) proprio come le droghe di classe A: «Gli studi hanno dimostrato che con la dipendenza da cocaina e eroina, la materia grigia si restringe, il che compromette la corteccia cerebrale. E’ lo stesso che accade ai giovani davanti lo schermo».

Dice anche che i videogiochi possono attivare la dopamina come un’esperienza sessuale: «Lo chiamo l’orgasmo del cervello per bimbi di sette anni. Non sono dotati neurologicamente per avere qualcosa che attivi la dopamina. Si dà qualcosa che attiva la dopamina a bambini che non hanno il controllo dell’impulso, e non hanno ancora sviluppato pienamente il cervello e la corteccia cerebrale. Non hanno l’apparato neurologico per controllare una cosa simile».

Il medico non è contro la tecnologia ma ritiene che i bambini non siano abbastanza sviluppati a livello neurologico per poter affrontare una cosa così potente come l’esperienza dello schermo: «Credo che i bambini sotto i 10 anni non dovrebbero avere dispositivi individuali come smartphone e iPad. Un po’ di esposizione al computer fisso va bene, ma non i dispositivi portatili».

Secondo lui gli adulti sono stati indotti a pensare che gli schermi vadano bene per i loro figli e che va bene usarli come babysitter digitali: «I genitori si sono bevuti la falsa storia che gli schermi siano educativi. Ho passato 10 anni a fare ricerca su questo e non esiste un solo studio che dimostri che un bambino con il tablet ottenga risultati educativi migliori di un bambino che usa poca tecnologia. Anzi. I bambini meno tecnologici tendono a fare meglio dal punto di vista scolastico».

Se temete che il vostro bambino sia dipendente dallo schermo, ci sono parecchi segnali da cogliere: «I sintomi sono molto simili a quelli di dipendenza dalle sostanze». La dipendenza tecnologica ha un impatto negativo sullo studio, sui rapporti con amici e famiglia, e anche sui passatempi tipo sport e musica. I bambini possono fare capricci esplosivi se vengono privati del dispositivo e diventare aggressivi e lunatici quando il tempo che passano sullo schermo viene controllato: «Sfortunatamente non c’è un tempo limite che vale per tutti. Per ogni bambino è diverso. Alcuni sono più vulnerabili di altri».

Un consiglio? «Dobbiamo essere tutti più cautI con la tecnologia. Se non riusciamo a moderarne l’uso noi adulti, come possiamo pretendere che lo facciano i nostri bambini?». (Dagospia)