Cristiano Ronaldo: “Denuncia ingiusta”, ma ora rischia la galera

Tutto era nato da Football Leaks, dall’inchiesta condotta da un pool di giornalisti di El Mundo e Der Spiegel fra gli altri dalla quale sei mesi fa erano emersi diversi casi sospetti di frode fiscale a carico di giocatori e allenatori di calcio, fra i quali Messi, Cristiano Ronaldo e Mourinho, che avrebbero utilizzato società offshore, principalmente delle Isole Vergini britanniche.

Riporta Foxsports: Al portoghese, in particolare, il pool di Football Leaks era arrivato a imputare addirittura un’esportazione illegale di circa 150 milioni di euro che sarebbero stati versati fra il 2009 e il 2014 sul conto della Tollin Associates, una società che ha sede in un ufficio postale di Road Town, la capitale delle Isole Vergini. Denaro proveniente dallo sfruttamento dei diritti di immagine, sul quale Ronaldo avrebbe pagato soltanto il 3% di tasse.

L’Agenzia delle Entrate spagnola accusa il giocatore di non aver pagato 14,7 milioni di euro di imposte sui diritti di immagine riferiti agli anni che vanno dal 2011 al 2014.

L’avvocato portoghese di CR7, António Lobo Xavier, ha dichiarato a Lusa Notizie SIC che il giocatore considera la denuncia una vera ingiustizia basata soltanto su una divergenza di opinioni che non ha alcun fondamento in alcuna legge. Andando nel particolare, Xavier Lobo ha spiegato che Cristiano ha dichiarato nel 2014 i diritti ottenuti dal 2011 in poi perché riteneva che così andasse fatto e non diversamente, come sostenuto dalla pubblica accusa:

Non c’è stata mancata dichiarazione, c’è stata una dichiarazione che ha seguito criteri diversi da quelli che forse voleva l’Agenzia spagnola, ma che non trova alcun fondamento in alcuna legge o norma: di conseguenza non vi è stata alcuna violazione.

Sempre secondo l’avvocato portoghese, se il fuoriclasse del Real Madrid avesse pagato di anno in anno anziché tutto in una volta avrebbe addirittura pagato di meno. Pertanto la denuncia della Fiscalía, che finora non aveva eccepito nulla e che ha definito l’azione del giocatore come frode fiscale “consapevole e volontaria”, è stata recepita da Cristiano come “sorprendente e ingiusta”.

La ricostruzione dei fatti da Libero: “In sostanza, il centravanti del Real Madrid avrebbe simulato la cessione dei suoi diritti d’immagine a una società domiciliata nelle Isole Vergini britanniche, la Tollin Associates Ltd. Simulato, certo, perché Ronaldo ne era unico azionista. Ma non è finita qui. Dalle Isole Vergini, infatti, i diritti (o meglio, lo sfruttamento dei diritti di immagine) dell’ex Sporting Lisbona e Manchester United sono passati in un altro paradiso fiscale, quello irlandese dov’è domiciliata la Multisports & Image Management. Morale della favola: secondo l’agenzia fiscale spagnola questo giro per il modo avrebbe avuto un’unica finalità, creare uno schermo per occultare i guadagni ottenuti.”

Cristiano Ronaldo: “Denuncia ingiusta”, ma rischia 7 anni di carcere

Ma Xavier Lobo non ha usato mezzi termini e ha affermato che a suo parere la denuncia, pur senza alcun fondamento legale, è stata presentata col solo scopo di fermare la prescrizione nel tentativo di cercare nel frattempo eventuali altri elementi probatori. Parole pesanti quelle dell’avvocato di CR7.

Intanto la Gestha, sindacato dei funzionari del Ministero delle Finanze spagnolo, ha emesso un comunicato dal quale emergono gli scenari cui potrebbe andare incontro Cristiano Ronaldo. Nel peggiore dei casi, secondo Gestha, il giocatore potrebbe trovarsi a dover pagare una multa di 28 milioni e scontare fino a 7 anni di carcere.

Grazie a una norma introdotta nel 2013, però, il giudice potrebbe applicare le attenuanti per la regolarizzazione volontaria. In tal caso ci sarebbero due possibilità: se la pena fosse ridotta della metà, cioè tre anni e mezzo, CR7 dovrebbe scontare la reclusione, mentre se la riduzione arrivasse a un quarto della pena, 21 mesi, potrebbe subentrare la condizionale e Cristiano Ronaldo non entrerebbe in carcere. Una condizione, quest’ultima, che secondo Gestha richiede una collaborazione assoluta dell’investigato nel corso delle indagini e il puntuale pagamento della multa di 28 milioni.

(Fonte: Foxsports)