Corriere – Quando troppa igiene fa male (non solo ai bambini)

di Elena Meli per corriere.it

Il detergente per le mani sempre pronto in borsetta, la casa che profuma di deodoranti, pavimenti tirati a lucido a furia di usare detersivi di ogni genere. I fanatici dell’igiene a tutti i costi sono tanti, ma non è un comportamento virtuoso quanto si potrebbe pensare. Come ha sottolineato di recente un articolo apparso sulla rivista britannica New Scientist esiste anche il “pulito troppo pulito”, che ci si ritorce contro in vario modo. Perché ormai è certo, la “teoria dell’igiene” non è solo un’ipotesi. Secondo questa tesi, vivere in un ambiente ai limiti dell’asettico è dannoso per il nostro sistema immunitario, soprattutto per quello dei bambini che invece dovrebbe allenarsi a reagire in modo corretto agli stimoli esterni. Non venire a contatto con i microrganismi, per lo più innocui, che popolano le superfici, gli alimenti o che sono nell’aria perché mamma e papà germofobici disinfettano il mondo attorno al piccolo incrementa la probabilità che il suo sistema immunitario risponda poi in maniera anomala a sostanze del tutto normali, aumentando così la possibilità di sviluppare allergie.

I bambini devono sporcarsi

«Non si tratta di vivere nella sporcizia, ma di lasciare che i bimbi possano venire a contatto con i germi sporcandosi durante il gioco, stando all’aperto, frequentando i loro coetanei – spiega Angelo Vacca, presidente della Società Italiana di Immunologia, Immunologia Clinica e Allergologia e docente di medicina interna all’Università di Bari -. Quando si incontrano batteri e virus, infatti, vengono prodotti anticorpi della classe delle immunoglobuline A e G, (IgA e IgG) mentre non si formano immunoglobuline di tipo E (IgE), che invece sono più abbondanti se non c’è un’esposizione ai germi. «Le IgE si legano a recettori specifici su cellule che si trovano nella pelle e nelle mucose, i mastociti, che per questo motivo si attivano e liberano istamina, la sostanza responsabile di gran parte dei sintomi delle allergie. I piccoli tenuti che non hanno contatti con i coetanei perché non vanno al parco giochi o all’asilo hanno più IgE e sono perciò più esposti ad allergie di vario genere». Ammalarsi da piccoli, quindi, è, in un certo senso, il prezzo da pagare per non dover combattere a vita contro dermatiti allergiche, asma o intolleranze alimentari, che non a caso sono molto più diffuse nel mondo occidentale e nelle classi sociali elevate.

Il rischio della «scopertura immunitaria»

Anche da adulti, però, è bene non esagerare. «La pulizia maniacale, quella che fa lavare le mani con i gel idroalcolici, passare continuamente l’alcol su tutte le superfici e usare battericidi ovunque, determina una sorta di “scopertura immunitaria” e c’è il rischio di non avere le difese sufficientemente forti di fronte a batteri e virus aggressivi: di fatto, si può diventare più suscettibili a infezioni serie», osserva ancora Vacca. Senza contare che, come ha sottolineato dal New Scientist, l’utilizzo smodato di prodotti che contengono antibatterici sta concorrendo ad aumentare la resistenza agli antibiotici da parte dei batteri: a furia di essere aggrediti, i germi possono mutare dando luogo a ceppi ultra-resistenti che poi può diventare molto difficile debellare. Una piaga che preoccupa e dovremmo combattere anche in casa, con un’igiene domestica e personale “ragionevole”. Quella indicata per esempio da alcune ricerche che consigliano di pulire il forno a microonde una volta a settimana con acqua e aceto bianco, perché non tutti i batteri sono uccisi dalle onde come molti credono; lo stesso vale per la vasca e il piatto doccia, che secondo un’indagine del Simmons College di Boston ospitano più germi del cestino dell’immondizia, e per la tastiera del computer, secondo alcuni dati più sporca perfino dell’asse del wc (ma soltanto una persona su dieci pensa di pulirla con un poco di alcol).

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