Cinisi, migranti protestano per la mancata ricezione dei pocket money

PALERMO – Due bimbi di tre e cinque anni “ostaggio” per circa 50 minuti in un asilo, la protesta di una decina di migranti minori non accompagnati e l’intervento dei carabinieri per ristabilire la calma. E’ accaduto a Cinisi, in provincia di Palermo, dove il sindaco Giangiacomo Palazzolo, punta adesso il dito contro il business dell’accoglienza, servita per “fare assunzioni clientelari, almeno sei nell’ultimo mese”.

Giovedì scorso, alle 8 del mattino, una decina di loro, dopo che i bambini della scuola dell’infanzia “Sacro Cuore del verbo Incarnato”, presente all’interno della stessa struttura, erano entrati in aula hanno messo in atto una dimostrazione contro la mancata consegna dei pocket money, una piccola somma che le cooperative assegnano ai migranti ogni settimana creando così il caos. Come riporta Palermo Today, si è reso necessario l’intervento dei carabinieri per ripristinare l’ordine.

«Hanno aspettato che entrassero i due bambini – racconta il primo cittadino – e si sono barricati dentro, impedendo a chiunque di entrare e di uscire. E’ stata necessaria la mediazione dei carabinieri per farli desistere».

Adesso il sindaco vuole che i migranti siano trasferiti.

“Non intendo più concorrere – afferma Palazzolo – a quella che appare una truffa ai danni dello Stato. Chiedo allo Stato di svegliarsi. Si devono utilizzare con criterio i soldi dei cittadini. Stiamo creando un business che tutti ormai abbiamo iniziato a comprendere. Non è un’azione contro i migranti, ma serve una gestione sana dei soldi”.

Il sindaco Palazzolo spiega che “lo Stato al bimbo di Cinisi non dà 45 euro come fa con i minori stranieri eppure io ho bimbi che vanno a scuola senza fare colazione perché le loro famiglie non sono in condizione di garantire loro neppure il latte. Questa cattiva legge non consente di fare vera integrazione e finisce per creare disordini e tensioni”.

Ma Palazzolo – come riporta lasicilia.it punta il dito anche contro quelle ricostruzioni giornalistiche “false” che cercano di veicolare “un’immagine razzista” di Cinisi e del suo sindaco. “La mia è una comunità aperta e disposta all’accoglienza – dice -. Da noi vivono circa 500 extracomunitari su una popolazione di 13mila persone, tutti perfettamente integrati. Oggi, però, chi critica il sistema di gestione dei migranti, evidenziandone falle e distorsioni, rischia di essere additato come razzista”.

Fonti: Palermotoday, lasicilia.it