Centrodestra, il ministro Costa vicino alle dimissioni: ritorna con Berlusconi?

Gli alfaniani in coda per tornare nell’ovile di Forza Italia. Berlusconi non li considera piu’ “traditori”: dal ministro Csta a Viceconte, il Cav punta a conquistare il 40% alle elezioni…

Enrico Costa, dopo la doppia parentesi ministeriale (con Matteo Renzi prima e con Paolo Gentiloni ora) si dissocia dalle scelte della maggioranza di centrosinistra.

Nonostante la votazione sul Ddl sullo Ius soli, che aveva visto Costa contrario, slitti a dopo la pausa estiva come comunicato dal premier Gentiloni, ieri il parlamentare monregalese e uomo di governo ha rilasciato alle agenzie dichiarazioni che fanno ritenere imminenti le sue dimissioni dal governo.

Costa è stato tra i primi del gruppo di Angelino Alfano a rompere gli indugi e, secondo quanto riporta il Messaggero, sarebbe già pronto alle dimissioni dal governo Gentiloni. Di certo non hanno aiutato le recenti tensioni su Ius soi, la riforma penale di Andrea Orlando per niente condivisa, così come il nuovo codice antimafia. Così Costa sarebbe pronto per fare da pontiere, senza finire del tutto tra le braccia di Berlusconi.

“All’apertura di Berlusconi che parla di un centrodestra ‘vasto ed inclusivo che guarda a tutti coloro che sono parte della nostra storia’ occorre rispondere rompendo gli indugi e costruendo un ponte sul quale possa incontrarsi chi proviene da radici comuni per dare un punto di riferimento unitario agli elettori”.

Lo ha affermato al Mattino il ministro per gli Affari Regionali Enrico Costa, di Ap, che su Berlusconi aggiunge: “Il federatore non può che essere lui. Con il Pd c’è stato un percorso comune, compiuto in una fase eccezionale per il Paese. Non disconosciamo nulla di quanto fatto, anzi rivendichiamo i risultati ottenuti. È stato svolto un lavoro importante che va riconosciuto”.

Alla domanda se con l’affermazione di un sistema tripolare ci sia ancora spazio per il centro, il ministro risponde: “Sicuramente. Il centro può essere autosufficiente ma non prevalente. Le forze di centro sono decisive se apportano integratori liberali per le radici del centrodestra. Gli integratori da soli non bastano ma sono essenziali per le performance”.

Si legge su Libero: “Costa non sarebbe solo in Alternativa popolare, in tanti sarebbero già pronti a mollare il Pd per tornare da Berlusconi, che già si sfrega le mani in vista della trattativa sulla legge elettorale con Renzi. La transumanza è appena cominciata all’insegna del “centrodestra unito, liberale e aperto – come sostiene Costa – l’opzione migliore per vincere e governare”. E gli fa eco un altro ex berlusconiano della prima ora, il senatore lucano Viceconte: “La nostra storia non può che andare in direzione dell’incontro con il Cavaliere. Da là veniamo e quello siamo”. E a chi li chiama traditori, gli alfaniani rispondono: “Nessun tradimento, abbiamo continuato anche dopo il governo Letta la linea che fu impostata da Berlusconi. Ma adesso – aggiunge lo stesso Viceconte – si è esaurita la stagione della collaborazione con il Pd e con Renzi”.”