Boschi fischiata e insultata: La Rai censura tutto per compiacere il capo

Roma – Una Maria Elena Boschi sorridente, scortata da militanti Pd, illuminata dai flash dei fotografi.

È l’immagine a tg unificati andata in onda negli ultimi giorni. Del resto anche prima delle ultime nomine, che siano epurazioni o meno, di rado l’informazione Rai ha dato fastidio al ministro più in vista del governo Renzi. Ma gettare la croce sulle spalle dei colleghi della tv di Stato sarebbe iniquo. Perché in realtà lo scudo dei media intorno alla Boschi è molto più ampio.

Il ministro è da mesi impegnato in una campagna di incontri e interventi per portare acqua al mulino del referendum-ordalia voluto dal suo governo. Ieri ha anche propalato la singolare tesi costituzionale che «chi propone di votare no al referendum e buttare via due anni di lavoro in Parlamento, vuol dire che non rispetta il lavoro fatto dal Parlamento», salvo poi innestare una affannata retromarcia.

Quasi sempre si tratta di apparizioni protette, con pubblico simpatizzante. O pre-addomesticato, come nello scorso marzo all’università La Sapienza di Roma, dove gli studenti ammessi al cospetto di Madonna Boschi erano stati selezionati e perfino le domande filtrate in precedenza. Nel volantino che annunciava l’iniziativa era specificato che gli interessati dovevano preventivamente inviare via mail alla presidenza della facoltà di Economia la domanda e due alternative. I fortunati ammessi all’incontro avrebbero poi ricevuto una mail di conferma. Un vero inno alla libertà accademica, una lectio magistralis di democrazia. E nonostante questo, un gruppo di contestatori si era presentato, opportunamente tenuto alla larga dalle forze dell’ordine, ovvio.

Le contestazioni contro Maria Elena Boschi in realtà sono praticamente un appuntamento fisso, soprattutto da quando è scoppiato lo scandalo di famiglia legato a Banca Etruria. Ma sulla quasi totalità dei mezzi di informazione non se ne trova traccia. Come nell’ultimo caso, alla Festa dell’Unità regionale a Santomato, vicino Pistoia, e non lontano anche dalle case dei risparmiatori traditi da Boschi e compagni. E infatti una piccola ma rumorosa delegazione si è presentata alla festa del partito con striscioni e urlando «Vergogna» e «Ladri, ladri». Le telecamere e i fotografi però hanno guardato da un’altra parte. Lei, dal palco, ha irriso con condiscendenza i manifestanti: «Chi contesta è qui perché non sa dove andare, perché solo il Pd ha appuntamenti come questi». Contestazioni simili in precedenza si sono ripetute puntualmente a Reggio Emilia, a Piombino, al lago d’Iseo e a Napoli. Spazio su tg e giornaloni? Zero. Per trovarne notizia per fortuna c’è Google. Incredibilmente anche le agenzie di stampa glissano sull’argomento. Del resto in ballo ci sono i contratti con Palazzo Chigi che le tengono in piedi. E con il ddl editoria Renzi si prepara ad accentrare nelle sue mani anche i fondi per i giornali in crisi. Chi scrive è perduto.

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