Bce rivede Pil al rialzo, “Da immigrazione ampio contributo a ripresa”

La Bce rivede il Pil dell’Eurozona al rialzo del 2,2% per il 2017 e nella sua “crescente tenuta” hanno un peso determinante il contributo degli immigrati e il ruolo delle donne. Lo dice la Banca Centrale Europea nel bollettino economico.

“L’espansione economica, che ha accelerato oltre le attese nella prima metà del 2017, continua a essere solida e generalizzata nei diversi paesi e settori”, si legge nel documento. In particolare nell’Eurozona “prosegue e mostra segni di crescente tenuta, mentre le misure di politica monetaria sostengono la domanda interna”.

Nell’Eurozona – si sottolinea – “durante la ripresa l’immigrazione ha dato un ampio contributo positivo alla popolazione in età lavorativa, riflettendo soprattutto l’afflusso di lavoratori dai nuovi stati membri dell’Unione europea”. Francoforte spiega che “a sua volta, ciò ha verosimilmente avuto un effetto considerevole sulla forza lavoro, in particolare in Germania e Italia”. Francoforte sottolinea poi che “sebbene l’offerta di lavoro nell’area dell’euro stia continuando ad aumentare, negli ultimi dieci anni il suo tasso di crescita ha subito un rallentamento”.

Inoltre, rileva la Bce, “l’aumento della forza lavoro durante la ripresa economica è stato trainato dalla partecipazione femminile”. Tale aumento e il modo in cui tale partecipazione differisce da quella maschile – si spiega- “sono riconducibili in larga parte alle divergenze esistenti fra il livello di istruzione degli uomini e quello delle donne”. Infatti “nella popolazione femminile in età lavorativa la percentuale di donne con un’istruzione terziaria è più elevata rispetto all’analoga percentuale fra gli uomini”.

Le proiezioni macroeconomiche per l’area dell’euro formulate dagli esperti della Bce nel settembre 2017 prevedono una crescita del Pil in termini reali del 2,2% nel 2017, in rialzo rispetto all’esercizio condotto a giugno 2017. E dell’1,8% nel 2018, dell’1,7% nel 2019, prospettive pressoché invariate rispetto a quelle condotte in precedenza.

L’Italia, tra i Paesi di alta disoccupazione dell’area euro, sta registrando in questa fase di ripresa un calo dell’indicatore ma non si tratta, tuttavia, di una riduzione «significativa», scrive la Bce nel Bollettino mensile (a differenza di quanto sta avvenendo in Spagna, Portogallo, Irlanda, Cipro e Slovacchia).

Fonti:

ilfattoquotidiano.it

quotidiano.net

Repubblica.it