Attentatore di Berlino ucciso in una sparatoria nel Milanese

Una delle foto segnaletiche distribuite dalla polizia tedesca del tunisino Anis Amri (S), ricercato per l'attentato al mercatino di Berlino, combata con una foto ANSA scattata a Lampedusa il 3 aprile 2011 dove si riconosce lo stesso Amri (D) tra i minori che appiccarono l'incendio alla Casa Fraternità della parrocchia a Lampedusa. ANSA

Non è una sparatoria qualunque quella che stanotte ha insanguinato le vie di Sesto San Giovanni, città alle porte di Milano.

Un immigrato, fermato della polizia per un banalissimo controllo stradale, urla “Allahu akbar” e inizia a sparare all’impazzata contro i poliziotti che, rispondendo al fuoco, lo freddano sul posto. Il cadavere viene subito riconosciuto: è Anis Amri, l’attentatore di Berlino che con un tir lanciato su un mercatino di Natale ha ammazzato dodici persone.

Mentre la Germania gli sta dando la caccia per tutto il Paese, Amri prende un treno, arriva in Francia e poi, da lì, raggiunge l’Italia senza che nessuno si accorga di nulla. Nei giorni scorsi l’Europol aveva diramato un mandato di cattura internazionale. Si temeva già che il tunisino avesse lasciato il suolo tedesco. Nessuno, però, pensava che stesse facendo rotta verso l’Italia. Nel nostro Paese ci aveva già vissuto a lungo. Aveva persino scontato tre anni di carcere per aver dato alle fiamme il centro di prima accoglienza di Lampedusa. E lì si era radicalizzato. Intorno alle 3 di notte è stato avvistato in piazza Primo Maggio, vicino alla stazione di Sesto San Giovanni. Secondo la prima ricostruzione della questura l’immigrato stava camminando quando è stato affiancato da una volante. Alla richiesta di mostrare i documenti, ha estratto una pistola calibro 22 dallo zaino e ha sparato ai due poliziotti. Ne è nata una feroce sparatoria. Gli agenti hanno avuto la meglio e il tunisino è stato ammazzato.

Nella sparatoria di questa notte uno degli agenti è rimasto ferito. Un proiettile lo ha, infatti, raggiunto alla spalla. Non è grave ed è stato portato all’ospedale San Gerardo di Monza. Per far luce sul caso e capire perché il magrebino si sia messo a sparare all’impazzata, indaga ora la squadra mobile. Amri non aveva con sé documenti, ma nel suo zaino sarebbe stato trovato un biglietto del treno dalla Francia. Evidentemente era appena arrivato in Italia. La zona della sparatoria, cioé piazza Primo Maggio, è adiacente alla stazione ferroviaria.

Fonte: Il Giornale

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