Amendola querela Beppe Grillo: “Affermazioni gravemente lesive”

Non sono cadute nel vuoto le affermazioni di Claudio Amendola di pochi giorni fa, con le quali l’attore romano si era schierato apertamente contro il governo Lega-M5s sulla chiusura dei porti. Ad amplificare il peso della sua presa di posizione ci ha pensato il garante del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo, che intervenendo sul suo blog per fare il punto di quanto stia accadendo in queste settimane, ha commentato quelle affermazioni. Senza fare direttamente il nome di Amendola, Grillo ha risposto col suo stile proverbiale a quanto affermato dall’attore de “I Cesaroni” scrivendo: “Gente che campa pubblicizzando il gioco d’azzardo augura a noi ogni male possibile, non vogliono vivere in un paese con i porti chiusi (forse temono qualche bisca di stato in meno)”.

Amendola annuncia querela a Beppe Grillo

Il tentativo di stoccata del co-fondatore del Movimento 5 Stelle era evidentemente riferito al ruolo di testimonial che Amendola ha svolto per una nota società di scommesse online nei mesi scorsi. La contro risposta da parte di Claudio Amendola non è tardata ad arrivare con l’attore che ha annunciato di voler querelare Beppe Grillo, come riporta il Messaggero,: “Ritengo che ci siano i requisiti per farlo, ritengo queste affermazioni gravemente lesive per la mia immagine, e per questo agirò davanti al giudice competente. Non faccio altre dichiarazioni su consiglio dei miei legali”.

Le opinioni di Amendola sulla chiusura dei porti

Claudio Amendola aveva speso apostrofato con parole forti l’azione di governo sulla questione migranti, nel corso di un suo intervento all’evento “Piccolo Cinema America” a Ostia: “Salvini sta dando voce a un sentimento che è più lontano da me di qualunque cosa voi possiate pensare, ma vedo che è un sentimento che purtroppo fa proseliti e che cresce in Italia. Ho intuito che Salvini cavalcava delle sensazioni che sono facili, sono naturali nell’uomo, sono semplici da portare avanti”. Per poi chiudere così la sua argomentazione:

Non voglio vivere in un paese che chiude i suoi porti. Io credo che stiamo perdendo di vista la nostra indole, che è quella di un Paese con quattromila chilometri coste, siamo ‘partenti’ e siamo ‘arrivanti’. Non possiamo nascondere questa nostra antichissima tradizione: siamo un popolo di mare. Anche chi vive in Padania in qualche modo è un mezzo marinaio. Tutti noi dobbiamo avere un pochino di coscienza e un pochino di paura, di non lasciare andare questo meraviglioso paese in una deriva che non ci appartiene e non ci è mai appartenuta, credo sia il momento di risvegliare delle coscienze un po’ troppo sopite. Forse se siamo uno dei pochi Paesi europei a non aver mai fatto una vera rivoluzione è proprio perché ogni tanto ci mettiamo seduti e lasciamo che le cose passino e forse questa cosa qua invece non deve passare. Non lo dico per ideologia, lo dico per umanità. Io non sono credente, ma lo dico per umanità cristiana: non voglio far parte di un Paese che chiude i porti e lo voglio dire da qua.

Fonte: Fanpage.it