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Fitness, ovvero i migliori motivi per essere attivi e in forma

In questi tempi così frenetici, il fitness è una determinante fondamentale per essere attivi e in forma ma, anche, per preservare il proprio benessere fisico e mentale. Con il fitness, poi, sarà davvero divertente mettere alla prova la propria forma fisica.

Non è da dimenticare che il corpo umano ama l’attività fisica, proprio perché non è fatto per vivere seduto, guardando programmi TV, giocando alle slots online, ad esempio, o a videogames sul cellulare. Di fatti, il nostro corpo, è sempre pronto a ricordarci questo attraverso molteplici messaggi.

Di conseguenza, il fornirgli varie opportunità di movimento renderà felice il nostro corpo, il quale, poi, saprà beneficiarci adeguatamente. L’attività fisica, perciò, può essere una grande fonte di piacere. Ecco che allora andiamo immediatamente a cancellare dalla mente, tutte quelle spiacevoli convinzioni che si è soliti avere. Il movimento attivo, è un modo naturale e piacevole per andare a stimolare, con grandi benefici, il nostro fisico.

D’altra parte, è l’intera comunità medica e scientifica a dimostrare come l’attività fisica sia un fattore fondamentale per rafforzare le difese e migliorare la nostra salute. Inoltre, è da ricordare come l’esercizio fisico faccia bene al nostro morale. Bastano semplicemente quindici minuti, per venire avvolti da un piacevole stato euforico, nel quale sorgono spontaneamente pensieri positivi e persino creativi. Ciò è causato dagli ormoni che vengono rilasciati nel corpo durante l’esercizio fisico.

È stato, inoltre, dimostrato scientificamente come le persone che si allenano regolarmente traggono più piacere anche dalle piccole cose della vita. Diversi ricercatori, infatti, hanno dimostrato che venti minuti di attività fisica compiuta a media intensità e svolta per tre volte a settimana, siano sufficienti per avere un effetto sulla parte del cervello che modula l’umore. Come, poi, dimenticare che fare attività sportiva aiuti a far perdere peso!

Il nostro metabolismo si è sviluppato nel corso di migliaia di anni, ma, precedente gli esseri umani erano molto più attivi. Di conseguenza, oggi come oggi, il modo più sano e corretto per perdere peso e, quindi, dimagrire, è propriamente fare esercizio fisico. Infatti, più ci alleniamo e più difficilmente andremo ad ingrassare.

Camminare a ritmo sostenuto tutti i giorni, per esempio, è un modo per fare una ottima e utile attività fisica, così come l’attività aerobica, se pratica con la dovuta diligenza, favorisce lo smaltimento del grasso superfluo, un pericolo per l’intero apparato cardiovascolare.

Altro aspetto da non sottovalutare, è che lo sport fa bene anche alla nostra sessualità, visto che ci vuole energia per fare l’amore. La qualità della vita sessuale dipende, tra l’altro, dalla salute generale, dalla capacità di rilassarsi e da una certa resistenza cardiovascolare, tre fattori in cui l’attività fisica gioca un ruolo essenziale. Quando un uomo sedentario inizia a praticare uno sport, potrà, quindi, avere una attività sessuale molto più sostenuta.

La convinzione di essere troppo stanchi per fare una passeggiata, si basa su una percezione errata visto che ogni essere umano con il mangiare accumula una energia quasi inesauribile.

Dunque, andando a concludere, il movimento ci permette di avere più tono, ci aiuta ad eliminare lo stress, ci assicura una migliore circolazione sia di ossigeno e sia del sangue, così come ci permette di perdere peso e di farci sentire meglio tanto con noi stessi quanto con gli altri.

La storia del poker: dalle origini negli Stati Uniti fino al successo internazionale online

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Forse il gioco di carte più celebre del mondo, in soli due secoli il poker ha raggiunto un numero di appassionati e giocatori tale da diventare una disciplina sportiva i cui campioni sono conosciuti in tutto il mondo: stiamo ovviamente parlando del poker. Non tutti però conoscono la storia di questo gioco e i diversi modi in cui si è evoluto nel tempo.

Le origini nel poker

Come succede per molti giochi di carte, anche la nascita del poker è avvolta nel mistero ed è probabilmente il risultato del sincretismo di giochi preesistenti come l’as-nas persiano, l’inglese brag, l’indiano pukka e il tedesco pochen. Come si può evincere dal loro nome, che spesso significa “vantarsi”, molti di questi giochi erano legati al concetto di bluff, ancora oggi fondamentale nel poker. Saper recitare e riuscire a non far trapelare le proprie emozioni è infatti un talento fondamentale per i giocatori di poker tanto che oggi parlando di “faccia da poker” si fa riferimento alle capacità di un individuo di rimanere impassibile.

La prima versione del poker a noi conosciuta si diffuse a New Orleans all’inizio del XIX secolo e, secondo lo scrittore Joseph Crowel, era giocata con venti carte. Fu solo a metà dell’Ottocento, infatti, che venne introdotto il tradizionale mazzo francese da cinquantadue carte, usato ancora oggi, che permise ai giocatori di formare scale e combinazioni di colori prima non realizzabili. Il poker rimase per più di un secolo prerogativa degli amanti delle scommesse statunitensi e si diffuse in Europa solo quando venne introdotto dai soldati a stelle e strisce durante la Seconda Guerra Mondiale.

Fonte: Pixabay

Il poker incontra la tecnologia

A partire dagli anni ‘60, il successo del poker fu in costante ascesa e fu proprio in questi anni che videro la luce i primi tornei come il World Series of Poker. In questo periodo iniziò inoltre a diffondersi anche la specialità di poker oggi più famosa: il Texas Hold’em. Variante del poker a carte comunitarie, il Texas Hold’em è oggi uno dei preferiti dai partecipanti ai tornei ma è solo una delle tante varianti e specialità del poker come il razz e l’Hi-Lo che iniziarono a diffondersi a partire dalla Guerra di Secessione Americana. L’avvento di internet e della tecnologia ha dato un’ulteriore spinta al successo internazionale del poker.

Fin dal 1998, anno in cui venne disputata la prima partita virtuale con soldi veri, il video poker e i casinò online hanno riscosso un enorme successo sia tra gli appassionati, che possono ora giocare anche da casa direttamente da computer, e tra i giocatori professionisti che possono così partecipare a più partite contemporaneamente con avversari in tutto il mondo. La tecnologia ha contribuito anche alla spettacolarizzazione delle partite fisiche: la presenza di telecamere capaci di sbirciare sotto le carte coperte e la trasmissione in tv e via internet delle sfide tra campioni hanno attirato spettatori da ogni parte del mondo e reso giocatori come Chris Moneymaker, Greg Raymer e Doyle Brunson star internazionali.

Fonte: Unsplash
Il poker, con le sue tante specialità, è un gioco che richiede ottime capacità attoriali e buone conoscenze di matematica. Sebbene ormai leggendario, il poker ha una storia che pochi conoscono e che lo ha portato a svilupparsi negli Stati Uniti, sbarcare nel resto del mondo nel secolo scorso e infine approdare su internet.

Eurozona, ecco perché la ripresa potrebbe andare a rilento

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L’emergenza Coronavirus sta lasciando un disastro non solo a livello sanitario, ma anche dal punto di vista economico. Nell’Eurozona, in modo particolare, si stanno facendo i conti con i danni che le misure restrittive che i Governi sono stati costretti a prendere, hanno inevitabilmente avuto sulle varie economie nazionali.

I mercati in così netto calo sono sempre più condizionati dalla crisi legata al Covid-19, ma l’interesse di tanti investitori nei confronti del trading online, su piattaforme come Plus500, cresce sempre di più, perché in epoca di volatilità così elevata, è importante riuscire a scovare le opportunità giuste. Il problema, adesso, è quello di riuscire a comprendere realmente quando e come le varie economie dell’Eurozona potranno tornare a livelli accettabili.

In nazioni come Italia e Spagna, ad esempio, il calo supererà il 9% e, con ogni probabilità, toccherà livelli mai raggiunti dal Dopoguerra ad oggi. E sono tre, in modo particolare, i motivi per cui si sta diffondendo una sempre più nutrita preoccupazione in merito a tale situazione.

La Zona Euro è già stata toccata da un grave calo nel 2019

Gli stimoli introdotti a livello fiscale e monetario non sono stati sufficienti, esattamente come i tassi negativi, Francia e Italia sono in un trend di stagnazione nel quarto trimestre del 2019, mentre la Germania è riuscita, per poco, a mettere da parte lo spettro della recessione. L’Eurozona ha lasciato da parte ogni tipo di riforma strutturale nel 2014, nel momento in cui la BCE ha cominciato il suo piano di QE e ha allargato il bilancio a livelli da primato. Così, le PMI manifatturiere erano in trend negativo, la spesa pubblica non è scesa, ma l’eccessivo cuneo fiscale ha rappresentato un macigno sia sull’occupazione che sulla crescita.

La debolezza del settore bancario

Circa l’80% dell’economia reale è spinta da finanziamenti mediante il canale bancario: i crediti deteriorati delle banche dell’Eurozona sono ben oltre i 600 miliardi di euro, una delle attività meno redditizie, il cui rendimento delle operazioni materiali è sempre più in calo. Se i Governi sfrutteranno i bilanci delle banche nei loro progetti di risanamento, un corposo incremento dei prestiti, accompagnato da una qualche garanzia statale, provocherà disordini in merito a capacità di prestito e solvibilità nell’immediato futuro.

Le falle dei piani di risanamento

L’impatto fiscale sui posti di lavoro e sugli investimenti è già particolarmente elevato. Stando a quanto riportato dal rapporto Paying Taxes 2019, gran parte delle economie presenti nell’Eurozona ha dato ampie dimostrazioni di livelli di tassazione assolutamente non competitivi. E i deficit cresceranno e non poco per contrastare questa crisi: le probabilità che poi ci sarà un altro corposo piano di reintegro fiscale sono alte, ma tutto ciò porterà ad un nuovo calo di investimenti e posti di lavoro.

Il problema è che buona parte dei piani di risanamento hanno come obiettivo quello di salvare il passato, non preoccupandosi del futuro. I pacchetti di salvataggio per grosse industrie tradizionali, ad esempio, ci sono, ma mancano investimenti nella tecnologia o, in ogni caso, hanno dietro di sé una scia di oneri eccessivi, senza alcun altro tipo di sostegno.

Durante il piano Juncker, l’Eurozona era già in netta contrazione, una soluzione potrebbe essere quella di affidarsi ad una sorta di New Deal verde che possa stimolare la crescita o quanto meno diminuire il debito pubblico. Bella l’idea, ma l’attuazione? La direzione politica di questi grandi piani è sempre stata deficitaria e hanno una grande tendenza al fallimento, come d’altra parte si è verificato con il Piano per l’occupazione e la crescita relativo al 2009.

Tasse, posti di lavoro e situazione post-Covid19

Se la Germania potrebbe fare in fretta e risalire alla situazione dei posti di lavoro pre-Coronavirus, altri paesi, come Francia, Italia e Spagna, con oneri fiscali troppo massicci, potrebbero avere per molto più tempo problemi di disoccupazione. Inoltre, mancano leadership tecnologica e quella relativa alla proprietà intellettuale. Servirà, nell’Eurozona, quantomeno il 10% del proprio PIL per la ricostruzione dell’economia, ma tale cifra verrà completamente sfruttata dai settori tradizionali. Insomma, con tutte le decisioni prese fino ad ora, tra programmi che avevano come obiettivo la liquidità, gli acquisti di attività di debito sia pubblico che privato, tassi negativi e quant’altro, ora l’UE può solamente nascondere un rischio, ma non ha più le carte in regalo per rimuoverlo.

Insomma, di certezza ce n’è solamente una: qualora l’Eurozona dovesse prendere la decisione di incrementare le tasse per affrontare l’incremento del debito pubblico per via delle misure di contrasto alla crisi legata al Coronavirus, la sua capacità di recupero subirà dei danni a cui sarà impossibile porre rimedio.

Sparatoria a Trieste, morti due agenti di Polizia: città sotto shock

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Si chiamavano Pierluigi Rotta, 34 anni di Napoli, e Matteo De Menego, 31 anni di Veletri, i due agenti che, nel pomeriggio, hanno perso la vita a Trieste.

E’ stato, per loro, fatale uno scontro a fuoco con due persone, fermate per una rapina in mattinata. Secondo le prime testimonianze la sparatoria avrebbe portato al ferimento di altri tre agenti.

Si proverà a far luce sulla dinamica

I due fermati sarebbero fratelli e si erano resi responsabili del furto di uno scooter. Uno dei due avrebbe chiesto ad un agente di essere accompagnato in bagno, dopo una collutazione sarebbe stato in grado di sotttrargli la pistola e di fare fuoco.

L’intervento degli agenti ha permesso la quasi immediata immobilizzazione, mentre l’altro ha provato a scappare, senza successo, attraverso i sotterranei.

Si attende di conoscere di più sull’identità degli esecutori del reato, le uniche informazioni trapelate rivelano che non dovrebbero essere italiani, ma stranieri.

La vicenda sta naturalmente avendo eco nazionale, ragion per cui è atteso l’arrivo a Trieste, nelle prossime ore, del Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e del capo della Polizia Franco Gabrielli.

 

Bordate di Conte a Renzi: ‘Non ci servono fenomeni’, il governo può finire a rischio

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La fuoriuscita dal Partito Democratico rischia di diventare una variabile impazzita all’interno dello scenario della politica italiana. Di fatto, grazie alla nascita di Italia Viva, l’ex premier ha campo libero, può agire come meglio crede assieme a chi ha deciso di sposare il suo progetto.

In attesa di capire quanto varrà il suo partito in termini numerici in seno al Parlamento e in che modo potrà spostare gli equilibri nelle due camere, si registrano piccole scosse telluriche nel rapporto che lega Renzi a Giuseppe Conte.

L’ex Sindaco di Firenze lancia messaggi che certificano la priorità nelle sue idee: non aumentare le tasse e ridurre la pressione fiscale sui lavoratori.

Conte non ha gradito qualche uscita all’interno di partecipazioni televisive di Renzi e, da Assisi, ha lanciato un messaggio chiaro. “Noi non abbiamo bisogno di fenomeni, poi – riporta Il Giornale rispetto alle dichiarazioni di Conte – se qualcuno vuole andare tutti i giorni in TV lo faccia pure ma nella consapevolezza che quando ci si siede al tavolo ci si siede correttamente e non si rivendicano primati che non riconosco a nessuno, neppure ai partiti che hanno maggiore consistenza numerica”.

La sensazione è che, qualora Renzi dovesse avere i numeri per mettere in difficoltà la maggioranza e diventare ago della bilancia, potrebbe diventare una variabile decisiva nell’economia della scena politica italiana e, a quel punto, eventuali ruggini tra lui e Conte potrebbero mettere in difficoltà il governo.

Renzi in Senato attacca Salvini: “Questo è il Parlamento non è il Papeete”

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Il senatore Matteo Renzi è intervenuto in Aula dopo che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato le dimissioni, e dopo che ha parlato anche il ministro degli Interni Matteo Salvini. “State rischiando di portare per la prima volta dopo 73 anni il Paese a un vuoto autunnale. Se non è mai successo un motivo ci sarà. Questo è il Parlamento non è il Papeete. Questo non è un colpo si stato è un colpo di sole. Noi non abbiamo paura di andare al voto. Lei, ministro Salvini, ha fatto un governo con il 17%”.

“Siamo felici che quest’esperienza di governo sia finita, ma daremo il nostro contributo affinché a pagare questa crisi non siano gli italiani”, ha concluso Renzi.

Fonte: https://www.fanpage.it/live/crisi-di-governo-e-il-giorno-di-giuseppe-conte-al-senato-la-diretta/

Crisi di governo, Pd-M5S: spunta ipotesi Boschi ministro?

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Mentre si consuma la crisi di governo, c’è fermento tra le fila dem, in vista di un possibile accordo giallo-rosso che potrebbe portare Palazzo Chigi un’alleanza Pd- M5S. L’interrogativo, nel caso in cui l’ipotesi si realizzasse, riguarda quali degli esponenti del Pd potrebbero occupare una poltrona nei Ministeri lasciati liberi dalla Lega. Tra i nomi papabili, secondo fonti interne al partito, ci sarebbe quello di Maria Elena Boschi.

Crisi di governo, Pd-M5S

A farlo sapere è Francesco Boccia, deputato del Pd, nel corso di un’intervista rilasciata a Repubblica. “Se mai dovesse esserci un governo Pd-M5S, Renzi dovrebbe impegnarsi direttamente con il coinvolgimento di personalità a lui vicine come Maria Elena Boschi“, ha dichiarato il parlamentare. Ipotesi confermata anche da un altro esponente di punta del partito, che, secondo La Stampa, avrebbe proposto al segretario Nicola Zingaretti di “mettere la Boschi al governo” per “sminare la trappola di Renzi“.

La risposta della Boschi

Ma è la stessa Boschi, tramite i propri canali social, a smentire l’ipotesi che la vede a Palazzo Chigi una volta superata la crisi di governo.

Io al governo con Toninelli e Di Maio non ci vado, non sono Salvini. Al massimo voto la fiducia a un governo istituzionale che evita l’aumento dell’IVA e che riporta l’Italia a giocare un ruolo in Europa”, scrive l’ex ministro. Nel medesimo post, Maria Elena Boschi risponde all’attacco di Matteo Salvini, definito “Capitan Fracassa”.

Le dichiarazioni del M5S

L’ipotesi di Maria Elena Boschi al governo è stata smentita anche da esponenti pentastellati. A sottolinearlo è il ministro Alfonso Bonafede, che, commentando sui social un possibile accordo Pd-M5S in seguito alla crisi di governo, dichiara che il Movimento “non si siederà mai al tavolo con Renzi e/o Boschi. La questione non è personale: il Paese ha ancora bisogno di un cambiamento che è totalmente incompatibile con certi nomi. È un momento delicato per il Paese. Ora basta con le bufale, siamo seri per piacere”.

Della stessa opinione è anche Riccardo Fraccaro, ministro dei Rapporti con il Parlamento: “Voglio dirlo chiaramente: noi non faremo accordi con Renzi e Boschi, è la bufala dell’estate che la Lega sta diffondendo dopo aver fatto cadere il governo.

Il nostro obiettivo è tagliare 345 parlamentari, chi il 20 agosto voterà contro il presidente Conte lo farà solo per impedire la riforma. Questa è la verità”.

Fonte: notizie.it

Gavettoni sull’auto di Salvini, il carabiniere: «Almeno mirate bene»

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ROMA – All’arrivo dell’auto di Matteo Salvini alcuni manifestanti hanno iniziato a lanciare dei gavettoni verso l’ingresso. Ma al posto di Salvini hanno beccato le forze dell’ordine all’esterno del Comando della Scuola Forestale Carabinieri, a Castel Volturno, dove in mattinata si è svolto il Comitato nazionale per l’ordine pubblico e la sicurezza presieduto dal ministro dell’Interno. Un carabiniere colpito dal palloncino pieno d’acqua ha quindi detto ai manifestanti: “Almeno mirate bene…”. 

All’arrivo dell’auto del leader del Carroccio, alcuni manifestanti hanno iniziato a lanciare dei gavettoni verso l’ingresso. Come testimonia un video, però, gli attivisti hanno sbagliato mira e hanno colpito proprio le forze dell’ordine. 

Al Comitato hanno partecipato le massime autorità delle forze di polizia italiane oltre che dei vertici della Protezione civile, vigili del fuoco ed altre strutture centrali di soccorso alla collettività. Uno dei manifestanti che esibiva uno striscione è stato fermato e portato negli uffici della Polizia di Stato, adiacenti alla Scuola, per essere identificato. Evidente tra la folla la polemica in relazione alla crisi di governo. L’area è presidiata da poliziotti, carabinieri e finanzieri. (Fonte Youtube).

Filippo Facci torna ad attaccare Nadia Toffa: “Non cambio idea”

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Attori, registi, politici, giornalisti e tanti fan. Tutti si sono uniti in un immenso virtuale abbraccio intorno a Nadia Toffa. Sulla morte della Iena ha detto la sua anche il giornalista Filippo Facci, noto per aver attaccato a più riprese il modo in cui la conduttrice parlava della propria malattia. Facci ha ribadito di non aver cambiato di una virgola il suo pensiero: la ragazza avrebbe dovuto combattere la sua battaglia senza utilizzare parole esagerate e senza dare l’impressione ai malati che la seguono da casa che sconfiggere il cancro in poco tempo è possibile. Questo è il pensiero del giornalista. E anche in una giornata in cui forse era meglio restare in silenzio, ha voluto dire la sua, dopo alcuni attacchi ricevuti sui social network.

Mentre è stata allestita la camera ardente ed è stata annunciata la data del funerale di Nadia Toffa, su Facebook Filippo Facci ha pubblicato un lungo post con cui ribadisce la sua opinione su Nadia Toffa e il suo cancro: “La mia opinione sul personaggio Nadia Toffa non è cambiata, ma non mi sembra il caso di tornare a esibirla proprio oggi”. 

Poi continua: “Lo preciso per quanti mi chiedono stupidamente conto di un’opinione che la prevista morte della Toffa (che nel febbraio 2018 andò in tv a dire ‘Sono guarita’) non fa che confermare. Il cancro è faccenda troppo seria per lasciarla gestire alle Iene: sia spettacolarizzandolo personalmente, sia trasmettendo servizi giornalistici su stregoni secondo i quali i tumori si possono curare con l’aloe, con estratti di veleno di scorpione e altre scemenze propinate a milioni di telespettatori”. 

In passato Filippo Facci scriveva questo su Nadia Toffa sul quotidiano Libero: “Pure il libro. Siamo alla spettacolarizzazione del tumore (il proprio) e alla sua trasformazione in core-businness di un’attività pseudo-giornalistica. Avremmo voluto non tornarci più sopra, sul penoso ‘caso Nadia Toffa’, ma la banalizzazione dei malati che questa signorina sta perpetuando è molto più importante di lei e della sua egolatria”. 

Intanto, ieri, centinaia di persone in modo ordinato e silenzioso si sono recate alla camera ardente allestita presso il teatro Santa Chiara di Brescia per dare l’ultimo saluto a Nadia. La camera ardente sarà aperta oggi dalle 9 alle 22. Tra i primi ad arrivare l’amico di sempre, il cantautore bresciano Omar Pedrini. Visibilmente commosso Davide Parenti, autore televisivo e ideatore del programma ‘Le iene’ che non ha voluto rilasciare nessuna dichiarazione.

Fonte: Caffeina

L’annuncio di Emanuele Filiberto: “Italiani mi chiamano”

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Un po’ con ironia, un po’ – forse – per tastare il terreno in vista di una eventuale discesa in campo. Emanuele Filiberto di Savoia, sulla falsa riga di un post del leghista Salvini condiviso su Facebook, accenna infatti a “milioni di messaggi” a lui indirizzati, da parte di “italiani stufi” e preoccupati per il futuro dell’Italia.

“Lo faccio alla Salvini… Sto ricevendo milioni di messaggi di italiani stufi di questa Repubblica delle banane e del comportamento ridicolo dei suoi politici… Che facciamo????“, si chiede il principe sui social, che nei commenti al post raccoglie l’entusiasmo e l’incoraggiamento degli utenti. Commentatori che, al grido di “Viva Casa Savoia!”, auspicano inoltre un futuro ritorno della monarchia.

Cuore mio! Il trono è pronto! Ed io pronto a servirti!”, “Altezza Reale, i tempi sono maturi per una Sua candidatura. Mi spiace solo che si dovrà confrontare con certi personaggi”, “Altezza, sul gruppo dedicato a Suo Padre, che umilmente mi onoro di amministrare, ci sono decine di inviti e di sostegni per una Sua discesa in campo. Noi siamo e saremo SEMPRE al SUO FIANCO”, “Un ritorno alla Monarchia sarebbe maturo nei tempi“, alcuni dei messaggi di affetto e stima ricevuti dal principe.

Fonte: Adnkronos